IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

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LA NUOVA CONOSCENZA

sabato 31 dicembre 2011

LETTERA APERTA AL PROF. MONTI

SECONDO RINTOCCO !
November 21, 2011  
 di: Massimo Ragnedda
 Gentile professore mi permetto di scriverle una lettera pubblica per farle qualche domanda. Abbiamo tutti notato il cambio di stile (finalmente un po’ di sobrietà e serietà), la sua professionalità e signorilità. Aspetti che, personalmente, mi rendono particolarmente felice, ma che da soli, vien da sé, non bastano. Dopo anni di volgarità e teatrini molto tristi, una persona per bene, normale e incensurata ci sembra un miracolo (come Enrico Letta le ha ricordato in quella lettera privata divenuta pubblica), mentre dovrebbe essere la conditio sine qua non per fa politica. Ma non è sullo stile che voglio interloquire con Lei. Come nostro presidente del Consiglio dovrà prendere delle decisioni molto difficili in nome e per conto degli italiani. Sinora lei ha goduto di un trattamento molto speciale da parte dei media nazionali: un po’ come i telegiornali Mediaset o il TG1 e il TG2 trattavano il suo predecessore. Converrà con me che questo non è giornalismo. Il cambiamento di stile lo vogliamo anche in queste cose: la possibilità di avere risposte a domande concrete. L’opinione pubblica ha il diritto di sapere, al di là della sbornia di entusiasmo, da chi è guidata e quali sono, al di là dei proclami, i suoi obiettivi di governo. Insomma, vogliamo sapere chi pagherà la crisi. Mi permetto, perciò, di farle qualche domanda. Sarò chiaro e diretto, nel solco del nuovo stile da Lei inaugurato.

1)      Secondo Lei c’è la Goldman Sachs dietro all’ondata di speculazioni che ha in pochissimo tempo innalzato artificialmente lo spread tra i buoni del tesoro italiani e quelli tedeschi portando così alle dimissioni del suo predecessore? E se sì per quale motivo? Lo chiedo a lei perché, oltre che esimio economista, è stato consulente della Goldman Sachs (come Gianni Letta e Mario Draghi). La domanda non è sul suo passato (a proposito è solo passato?) ma sulla più stringente attualità. Per amor di cronaca, ricordo, che lei non ha alcun ruolo esecutivo o dirigenziale all’interno della banca, ma è dal 2005 International Advisor per la suddetta e potente banca d’affari. Chi meglio di Lei allora può rispondere alla domanda se questa banca ha condizionato (e, chissà, magari continuerà a farlo) o meno l’andamento dei mercati favorendo speculazioni spregiudicate che hanno contribuito alla progressiva crisi finanziaria di questi ultimi anni? È così? Come cittadini abbiamo il diritto di sapere e ora Lei come rappresentante della politica economica del nostro paese ha il dovere civile e morale di aiutarci a capire.
2)      Sia Lei che il premier greco Lucas Demetrios Papademos, oltre ad essere tecnici nominati presidenti del consiglio senza passare dalla legittimità popolare, avete un passato in comune nei grossi organi finanziari internazionali: crede si tratti di una banale coincidenza? Glielo chiedo sinceramente e senza dietrologia: crede che il vostro passato (non del tutto passato) nei grandi organismi della finanza internazionale abbia influito sulla vostre nomine? E se sì, perché la grande finanza internazionale ha spinto per farvi insediare, non democraticamente, alla guida di un Paese sovrano? Questo influenzerà la vostra politica economica? 
3)      Proprio in queste ore il suo collega greco ha iniziato l’opera di svendita dello Stato sovrano greco:un piano di privatizzazioni che dovrebbe fruttare 1,7 miliardi quest’anno e 9,3 miliardi di euro nel 2012. Tra le altre cose venderà ai privati l’Opap, attiva nelle scommesse sportive e il gruppo raffiniero Hellenic Petroleum. Saranno inoltre privatizzati i comparti dell’acqua e del gas naturale. Ci può rassicurare che questo non succederà in Italia? È a conoscenza che quasi 27 milioni di persone in Italia qualche mese fa hanno chiaramente detto che l’acqua è e deve rimanere pubblica?
4)      Lei è presidente onorario del think-thank Bruegel, un gruppo di pressione politico intellettuale finanziato da 16 Stati e 28 multinazionali con lo scopo di influire privatamente sulle politiche economiche comunitarie. Questo suo incarico può, in qualche misura, influire sulla gestione dei beni comuni di uno Stato sovrano? Qualcuno avanza il sospetto che a Lei spetti l’ingrato compito di vendere i gioielli di famiglia, ad esempio ENI, ENEL, FINMECCANICA, e sempre i soliti dietrologi, pensano che Lei li venderà proprio alle multinazionali con le quali in questi anni ha stretto rapporti di collaborazione. Si sente di escludere nella maniera più netta questa ipotesi? Si impegna pubblicamente a non privatizzare i gioielli di famiglia? Perché svendere (e a chi?) le poche aziende che producono un reddito?
Le faccio questa domanda perché qualora lei vendesse a privati i gioielli di Stato, viene il legittimo sospetto che siano proprio queste multinazionali e le banche ad aver creato la crisi, portato gli stati sull’orlo del fallimento, così da far nominare primo ministro un tecnocrate neoliberista cresciuto nei loro ambienti, per (s)vendere le aziende buone. Si sente di rassicurarci su questo punto?
5)      Lei è una delle persone più importanti della Trilaterale (organizzazione fondata nel 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti del gruppo Bilderberg e del Council on Foreign Relations, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski). A Lei spetta il compito di coordinare il lavoro del nucleo europeo dell’organizzazione. Ci spiega cosa è esattamente la trilaterale e quale sia il suo personale ruolo all’interno di questa organizzazione?
6)      In un memorabile documento prodotto dalla Commissione Trilaterale nel 1975 dal titolo “The Crisis of Democracy” e firmato da Michel Crozier,  Samuel P. Huntington e Joji Watanuki si parla esplicitamente di eccesso di democrazia  statunitense che inficia l’efficienza della Casa Bianca, o riporto testualmente,«L’efficiente conduzione di un sistema politico democratico usualmente ha bisogno di una certa misura di apatia ed ignavia da parte di una fetta della popolazione» (pag. 124).  Democrazia che inficia l’efficienza? Sistema democratico che per funzionare ha bisogno di apatia e ignavia da parte della popolazione? Sono affermazioni antidemocratiche e che vanno contro la volontà dei cittadini. Cosa pensa di queste definizioni scritte nere su bianco dalla Commissione di cui fa parte? È disposto, qualora proponga delle scelte “lacrime e sangue”, a sentire l’opinione dei cittadini o crede che l’opinione dei cittadini infici le scelte dell’esecutivo? Non vorremmo che succedesse quanto accaduto in Grecia qualche settimana fa quando l’ex premier ha proposto un referendum (ovvero chiedere ai cittadini greci di esprimersi sulla crisi) ed è stato subito sostituito da Lucas Demetrios Papademos, anche lui membro della Trilaterale, ex governatore della Banca di Grecia e vice Presidente della BCE. Si sente di rassicurarci su questo punto?
7)      In un convegno tenuto alla LUISS qualche tempo fa lei ha esplicitamente dichiarato: «Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata».
Che significa che l’Europa ha bisogno di crisi e che solo in seguito a questa gli stati sono pronti a cedere parti della sovranità? Visto che la crisi è stata in parte indotta dalle speculazioni finanziarie è azzardato pensare che tali speculazioni siano create ad hoc per spingere la collettività nazionale a fare cessioni che altrimenti non accetterebbero? Ci può dare rassicurazioni in merito?
8)      Dal 9 al 12 giugno 2011 a St. Moritz in Svizzera si è riunito l’esclusivo gruppo Bildeberg: tra gli invitati risultano 5 italiani: Lei, Giulio Tremonti (da quel momento in poi spina nel fianco del governo), John Elkann (Fiat), Franco Bernabè (Telecom), Paolo Scaroni (ENI).  Quali decisioni sono state prese in quella sede? E per conto di chi? Ci può spiegare, per evitare facili dietrologie, cosa sia il gruppo Bildeberg? Si sa che la zona è stata completamente militarizzata, soldati e servizi segreti di mezzo mondo a vostra difesa. Perché? Non crede che l’opinione pubblica abbia il diritto di sapere cosa si decide in quelle stanze segrete? È lecito pensare che la sua partecipazione a quel vertice abbia spianato la strada alla sua elezione (pardon, nomina) a presidente del Consiglio? D’altronde, sia Clinton che Blair, parteciparono al meeting proprio un anno prima della loro elezione. Ci può rassicurare in merito?
9)      Lei è stato rettore di una grossa Università privata e forse non ha la percezione della distruzione della scuola e della Università pubblica portata avanti negli ultimi anni. Mi permetto di farle notare qualche dato: con la legge 133 del 2008, alla scuola pubblica italiana sono stati sottratti in 3 anni più di 8 miliardi di euro e 140.000 lavoratori. L’obiettivo, nel piano di stabilità, è quello di assegnare, entro il 2015, soltanto il 3,7%del PIL alla spesa per l’istruzione (mentre nel 2010 era il 4,2% e in Europa supera oggi il 6%). Quali intenzioni ha il suo governo in merito? Continuare a tagliare i finanziamenti alla scuola e alla Università pubblica e regalare i finanziamenti alle scuole e alle Università private? Infine, il Vaticano, come ben noto, non paga Ici, Irpef, Ires Imu, Tasse immobiliari e doganali, gas, acqua e fogne. Tutto a carico dei contribuenti italiani. Possiede quasi il 30% del patrimonio immobiliare Italiano e con l’8 per mille toglie quasi 1 Miliardo di Euro all’anno all’Italia. Lei ha detto che è necessario che paghi anche chi, sinora, non ha pagato: si riferisce anche al Vaticano?
Certo di una sua Cordiale risposta Le auguro buon lavoro.
Massimo Ragnedda, precario della ricerca.

SERPICO: ALTRO CHE POLIZIOTTO !

TERZO RINTOCCO !



di: Beppe Grillo
“Serpico, acronimo di Servizi per i Contribuenti, è un'applicazione della Sogei per controllare i conti degli italiani. Sogei è una società di informatica passata da Telecom Italia al Ministero dell'Economia nel 2002. Le informazioni che ci riguardano saranno contenute in un milione di miliardi di byte di memoria. Duemila server che gestiscono 22.000 dati ogni secondo. Grazie a questa potenza di fuoco ogni singola transazione dei nostri conti verrà esaminata. Ogni versamento, ogni bonifico dovrà avere il suo perché, le sue motivazioni. Questo sarà possibile dal primo gennaio 2012, quando tutti i conti correnti saranno a disposizione del Fisco anche senza accertamenti in corso. E' un passo avanti verso la Repubblica Italiana dei Soviet. I Grandi Evasori non transano sul conto corrente, i Grandi Corruttori non fanno bonifici. Chi ha usufruito dello Scudo Fiscale non ha dato disposizioni alla banca per un versamento di 100 milioni di euro sull'estero.
Chi si vuole controllare? Il panettiere, il pensionato, l'artigiano, il piccolo imprenditore prossimo suicida perché lo Stato non gli paga le fatture? E quanto ci costa Serpico? In un Paese dove la banda larga è una misura dei pantaloni?
Le transazioni sul nostro conto corrente fotografano la nostra vita: pagamenti per la scuola, per le vacanze, un prestito a un amico, la tessera annuale dei mezzi pubblici, il ristorante sotto casa. Noi e il nostro conto corrente siamo la stessa cosa. Il sapere che la mia identità, di contribuente onesto, è a disposizione di decine o centinaia di persone non mi sta bene. E' violazione della privacy. Chi mi assicura che i miei dati personali non saranno violati? Il rapporto non è più tra me e la mia banca, ma tra me e il Fisco. Si dovrà rendere conto a un funzionario di un bonifico di 1200 euro al proprio zio? Stiamo scivolando lentamente verso il controllo totale della vita dei cittadini. Il motivo addotto è che stiamo per fallire, che dobbiamo salvare l'Italia. Bene! Chi ci ha portato in questa situazione, a partire dai parlamentari, renda pubblico in Rete i movimenti del suo conto corrente degli ultimi cinque anni. Ogni membro di un'amministrazione pubblica che ha indebitato i cittadini restituisca i soldi. C'è poi una domanda da fare. A cosa servono le tasse se i nostri servizi pubblici fanno schifo e quei pochi che funzionano sono falcidiati dai tagli? Se pago voglio essere servito e riverito. Il padrone di questo Paese è il cittadino, non un Governo di banchieri neppure eletto. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) Noi neppure.”

giovedì 29 dicembre 2011

IL CIRCO ROMANO DEL BILDERBERG

VI AVEVAMO PROMESSO DI "SUONARE" LE CAMPANE PER SVEGLIARE I NOSTRI SENSI ADDORMENTATI !
PER RISVEGLIARE LA NOSTRA PERCEZIONE DELLA REALTA', LIBERANDOLA DALLE "BUGIE" DEL GRANDE FRATELLO !

ECCO IL PRIMO RINTOCCO...



di Richard Cottrell - 22/12/2011

CON GRANDE EFFICACIA LA GIUNTA ITALIANA METTE AL BANDO IL CONTANTE
Quando quasi tre settimane fa l’“uomo del Bilderberg”, Mario Monti, si è promosso reggente d’Italia, l’aria era pesante di moniti da Valchirie, che il grande stregone non sarebbe per nulla riuscito a far quadrare i bilanci in misura opportunamente veloce, quindi non solo l’Italia sarebbe sprofondata, ma che avrebbe trascinato con sé l’euro e l’intero apparato dell’Unione europea.
 Questa era una sciocchezza allora, e lo rimane ancora oggi.
Non c’è nessuna crisi dell’euro, la fine del mondo come lo conosciamo non è imminente - a meno che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy mettano a segno il loro sinistro schema per una completa unione fiscale europea, sullo sfondo di ciò che non è altro che una crisi, frutto di macchinazioni, del tutto artificiosa.
 Se Monti pensava di fare la sua apparizione sulla scena mondiale e vincere l’Oscar per la probità fiscale, poi è stato brutalmente deluso.
Il pacchetto di grande austerità per salvare Roma dal destino, che la Città Eterna aveva inflitto a Cartagine duemila anni fa, ha ricevuto risposte pesantemente irridenti.
 Nelle parole di un commentatore autorevole, i tagli che gli Italiani devono subire sembrano solo uno sforzo simbolico, puramente dimostrativo da parte del governo tecnocratico, almeno nella speranza che la Banca Centrale Europea voglia correre al salvataggio, verso rendimenti più bassi dei titoli di Stato.
Forse, ma io nutro seri dubbi che questa sia la storia effettiva.
 La cosa grossa che veramente sta bollendo in pentola, che può portare ad una rivoluzione totale nell’uso del denaro - prima in Italia, poi nel resto di Europa – è stata nascosta prudentemente fra le pieghe del favoloso progetto di austerità, che esamineremo immediatamente.
 Sì, senza dubbio sono stati effettuati tagli puramente dimostrativi, anche se direttamente ricavati dal tipico copione di austerità del Bilderberg.
Gli Italiani certamente dovranno lavorare più a lungo per meno salario. I redditi reali scenderanno ancora di più, schiacciati dai pacchetti dei salari congelati e dall’inflazione che morde senza tregua.
 La riduzione dei bilanci pubblici, soprattutto nelle province, metterà in seria difficoltà molte piccole imprese (la spina dorsale d’Italia), che contano fra i loro clienti più importanti le amministrazioni locali e regionali.
La proposta che i milionari dovrebbero pagare più tasse per i posti darsena di attracco dei loro yacht in Italia, sulle classi da crociera produrrà lo stesso effetto del primo “gin and tonic”, appena il sole tramonta all’orizzonte.
La reintroduzione della tassa sui patrimoni – stracciata a forza da Silvio Berlusconi come sfacciata esercitazione in vista di una campagna elettorale - ve lo concedo, è moderata e prudente.
 Ma sig. Monti, era proprio necessario defenestrare la democrazia per raggiungere un risultato tanto modesto? Per un qualsiasi governo di recente nomina non ci sarebbe stata altra scelta che ritornare alla tassazione!
Ma siccome siamo in Italia, abbiamo assistito alla recita di un dramma teatrale durante la presentazione della pianificazione dell’aumento dell’età pensionabile, nella forma di un ministro-donna apparire piangente in televisione in prima serata.
Benvenuto l’arrivo del Circo Romano!
 Ma tutto questo non è che fumo e specchietti per le allodole, per mascherare la reale portata del programma di questo governo di non eletti, e con ogni probabilità la vera spiegazione della caduta precipitosa dell’amministrazione Berlusconi.
 La mia impressione è che al gabinetto Monti si addossi niente meno che un esperimento da laboratorio di massa da effettuarsi sul vivo della gente per vedere se sia effettivamente possibile demonetizzare efficacemente un’intera nazione.
Lasciatemi spiegare cosa intendo dire.
Pochi giorni fa ho pubblicato un documento su “End the Lie” che avvertiva come il fascismo finanziario potesse assumere come prioritaria l’eliminazione di denaro contante per la stragrande maggioranza degli Italiani. Ebbene, questo è accaduto: “L’amministrazione Monti propone di mettere fuori norma le transazioni superiori ai 1.000 euro eseguite in contanti”.
 Allora, non si tratta tanto di una proposta quanto di un diktat che entrerà in vigore con effetto immediato. Il Parlamento atrofizzato potrebbe respingere il decreto entro sessanta giorni. Ma resta assicurato, non lo faranno.
Il sig. Monti afferma di volere con questa mossa riscuotere le tasse che gli Italiani stanno evadendo. Questa è una dichiarazione di una tale lontananza himalayana dalla vita quotidiana degli Italiani normali, inoltre pronunciata nella terra della mafia, che si è portati a concludere da subito che una carriera eccelsa all’interno della torre d’avorio di una università privata (la Bocconi) ha tenuto separato l’ottimo professore da qualsiasi senso della realtà.
Come particolare esemplificativo, Milano, città di residenza di Monti che ospita la sua prestigiosa sede privata ed indipendente di insegnamento, è in preda ad una guerra impressionante tra bande rivali formate da trafficanti di droga Serbi e da Albanesi immigrati e dai loro rivali del sud d’Italia. Si realizzano grandi facili profitti, che si possono ottenere dai tossicodipendenti da eroina, stimati sull’ordine dei 140.000, in quella che è oggi una delle maggiori capitali d’Europa per il traffico dei narcotici.
Dati precisi sono ovviamente impossibili, ma ipotesi più plausibili valutano il volume d’affari attribuibile alla criminalità organizzata sull’intorno di 125 - 150 miliardi di euro, dei quali il traffico di narcotici rappresenta la parte del leone. Questo rappresenta l’equivalente di circa l’8% -10% del PIL in Italia.
Gli Italiani sono in attesa col fiato sospeso di sapere se il Primo ministro-professore, nell’intraprendere il suo intervento, ha l’intenzione di creare preoccupazioni alla criminalità.
 Nessun precedente governo italiano è riuscito a tassare il crimine organizzato, che finora conserva il suo potere di evasione grazie ad una massiccia rete di pubblici ufficiali corrotti.
Il Primo ministro è un ex consigliere di Goldman Sachs, che come tutti sappiamo sta al Bilderberg come il Sole sta al nostro sistema solare.
Un obiettivo costante di Goldman Sachs (alias Wall Street, la Banca Centrale Europea e la City di Londra) è quello di controllare il più possibile tutto il denaro in libera circolazione.
Nel momento che le banche mettono in circolazione moneta elettronica, resta una sola possibilità alternativa per l’azione di stimolo dell’economia. E questa alternativa, naturalmente, è il denaro sotto forma di banconote e monete che passano di mano in mano tra gli individui normali nel corso delle loro attività quotidiane.
Cattura la moneta circolante!, e non sarà più necessario per i banchieri preoccuparsi di reflazionare i propri bilanci utilizzando denaro preso a prestito dai mercati, o da altre banche, a tassi di interesse inusitati. (Per reflazione si intende l’espansione della domanda e relativi effetti che accompagnano una fase di ripresa economica.)
La direttiva significa che i cittadini italiani onesti non avranno altra scelta che quella di movimentare molte delle loro transazioni attraverso le banche, di cui due - cioè Unicredit e Intesa Sanpaolo – sono state da poco sottoposte a tensioni connesse a problemi di flusso di cassa.
Che fantastico incremento si verificherà dalla cattura automatica di tutte le partite di giro in biglietti contanti oltre un migliaio di euro!
 (Per flusso di cassa si deve intendere l’incremento o la diminuzione che le disponibilità liquide, di una banca in questo caso, hanno subito per un certo periodo di riferimento a causa della gestione aziendale)
 E ricordate, se le banche hanno tutti i vostri soldi, sono loro che possono quindi decidere se lasciarvene avere, o no, a seconda dei casi.
La macchina del razionamento del denaro è già efficacemente in azione, attraverso 100.000 sportelli automatici sparsi in tutto il paese. Dietro le quinte viene messa in gioco una tecnologia che veramente merita attenzione, come vedremo di seguito. Siamo ad un passo molto breve da qui a sottoporre ad un interrogatorio gli Italiani sul perché vogliono ritirare il loro denaro.
 Di fatto, questo sta già succedendo! Di recente ho sentito una notizia dall’Italia, di un signore che è stato interpellato telefonicamente dal suo direttore di banca, che chiedeva a questo cliente come mai stesse mungendo il bancomat ogni mattina. Il resto di questa storia contiene un linguaggio esplicito non adatto ad essere qui riprodotto.
Chi ha pensato a tutto questo? 
Come potrà la famosa polizia finanziaria d’Italia, la Guardia di Finanza, far fronte all’enorme nuovo carico di lavoro?
Perfino gli attuali 68.000 funzionari, con tutti i mezzi messi a disposizione della loro marina e aviazione militare indipendenti, troveranno difficile sottoporre a controllo 60 milioni di Italiani, e praticamente tutte le loro spese, fino agli spiccioli. Bene, i costi supplementari ammonteranno a miliardi. Questo, senza tener conto di tutto il lavoro dei tribunali che dovranno occuparsi delle “canaglie”. Con tutte le competenze e le strutture messe disposizione, la Guardia non è riuscita a intaccare la blindatura finanziaria eretta intorno alla criminalità organizzata. Comunque, si congettura che con buona probabilità l’aumento delle entrate verrà superato di gran lunga dai costi aggiuntivi di polizia e dell’amministrazione. Francamente penso che i promotori di questo ambizioso progetto si preoccupino molto poco di questo.
Vedete, se si riflette per un attimo, da certe prospettive conviene scegliere un paese come l’Italia, noto per il suo tradizionale lassismo fiscale, e usarlo come banco di prova per una “demonetizzazione”su vasta scala. Inoltre, risulta di enorme vantaggio che l’Italia, praticamente unica, possieda un forte apparato di polizia fiscale militarizzato, i cui poteri (compreso l’arresto e le ricerche casuali ) sono già molto sviluppati.
Ho già fatto il punto sul fatto che l’amministrazione Monti in sé assomiglia molto ad un esperimento per uscite future in grande stile in altre parti di Europa, e forse anche negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda.
Per il momento siamo in presenza di un esperimento di demonetizzazione che, per quanto posso vedere, non ha precedenti moderni nel mondo capitalista.
Il pretesto in realtà non è niente di più che la raccolta delle tasse. La crisi dell’euro sovra-drammatizzata ha portato al potere il governo Monti con una rapidità quasi sconveniente. Ora il serio lavoro di sperimentazione può iniziare!
Demonetizzare, ammesso che si superino gli ostacoli iniziali, ha conseguenze sociali significative.
 In modo efficace, viene concesso l’accesso al denaro contante come un privilegio. La demonetizzazione agisce come una forma di manipolazione sociale, dati gli intimi rapporti tra le banche, l’oligarchia finanziaria internazionale e le grandi e potenti strutture come l’Unione europea. Fa parte della palese distruzione delle libertà civili e delle libertà private in corso dall’“11 settembre”.
 Significa che le banche possono, realmente, detenere e persino confiscare redditi ​​e depositi privati. Questa è una deviazione drammatica e significativa dalla nostra comprensione abituale di “banca”, una conoscenza povera, come si dimostra ora alla luce degli eventi.
 Naturalmente, assumendo il controllo delle operazioni in contanti, verrà evitata la corsa convulsa agli sportelli bancari, come ora si sta verificando nella “provincia di Bilderberg / Goldman Sachs”, chiamata Grecia.
Nel mese di settembre e ottobre, i risparmi e i depositi si sono ridotti di oltre 13 miliardi di euro, quando i Greci sono ricorsi a metterli al sicuro nelle banche di casa “Calzino” e “Materasso”. 
Nel mese di novembre la corsa agli sportelli bancari è continuata senza controllo, inducendo un importante banchiere centrale ad informare una commissione parlamentare addomesticata: “Così, il nostro sistema bancario manca della prospettiva di finanziare la crescita.” Si riferiva, naturalmente, allo tsunami di denaro in fuga dalle banche greche.
Non credo che gli stranieri, che attualmente sono ancora una volta al governo della Grecia, consentiranno che questo “andazzo” continuerà ancora per molto. I contemplatori di ombelico appartenenti al complesso dei commentatori della finanza mondiale sono così totalmente ipnotizzati dalla rivelazione della “crisi dell’euro” da essere completamente incapaci di pensare fuori dagli schemi.
Quello che sta accadendo in Italia, e che sarà presto copiato in Grecia, è parte integrante del progetto di Sarkozy-Merkel di confezionare una crisi artificiale, al fine di imporre la completa unità fiscale sul continente europeo.
Alla fine, tutto gira attorno alla digitalizzazione del denaro, il secondo “calcio di sfondamento” a partire dal processo di demonetizzazione. I soldi veri cesseranno di esistere come presenza tangibile in tasca o nella borsa. Invece si avrà qualcosa di simile a una “tasca-telefono cellulare” idonea a compiere ogni operazione, non importa quanto piccola, come prendere una birra o un caffé in un bar. È possibile la ricarica – quando sarà permesso - dal computer centralizzato.
 Isaac Asimov deve guardare dall’alto tutto questo, sprezzantemente affascinato.
Soldi che operano nel cyberspazio sono facilmente alla portata delle attuali tecnologie. In realtà si tratta di un imbastardimento degli argomenti di Friedrich Hayek a favore di una politica monetarista per le imprese private, che aveva esposto in un suo famoso libro sull’argomento nel 1977 (Denationalisation of Money: An Analysis of the Theory and Practice of Concurrent Currencies).
 Il grande maestro del liberismo Hayek, forse l’economista più brillante di tutti i tempi, giustamente temeva il potere onnicomprensivo delle emittenti centrali di valuta, che egli sospettava avrebbe alla fine procurato una condizione di servaggio su grande scala.
 Così dovremmo ridurci! Non per la prima volta, ciò che l’Italia fa oggi, il resto del mondo può essere costretto a seguire domani.
Ho dimenticato di ricordare che la digitalizzazione del denaro, che porta a un unico ordine finanziario globale, è un progetto che guarda a successivi sviluppi, prediletto dal Bilderberg e da Wall Street, che senza dubbio ha superato l’ordine del giorno del summit del Bilderberg di quest’anno a St.Moritz?
E, naturalmente, questo andrebbe a rimpinzare per bene la mafia. Forse il professor Monti ha già riflettuto su questo!
Richard Cottrell (scrittore, giornalista ed ex membro del Parlamento europeo, collaboratore di End the Lie)
Fonte: Come Don Chisciotte

mercoledì 28 dicembre 2011

I CONFINI PERCETTIVI DELLA REALTA’


di: Marco La Rosa
Vorrei invitarvi ad una riflessione:
chi ha PILOTATO e sta tutt’ora PILOTANDO i confini percettivi di: GIUSTO – SBAGLIATO, BUONO – CATTIVO, AFFIDABILE – INAFFIDABILE, VERO – FALSO , CREDIBILE – NON CREDIBILE e cosi via?
Chi ha manipolato nei “cervelli” il concetto che  un uomo di uno status sociale “privilegiato” ha più credibilità di un altro? Eppure quando il giudice, il medico, il professore e il prete salgono in cattedra o sul pulpito e sentenziano, anche se “mistificano la realtà”, sono ascoltati e creduti.
L’ “opinione comune”, è “uni-formata” (resa uguale-simile, formato in un solo “verso”) a credere che la “verità” stia sempre e comunque dalla parte della persona ricca, di successo ed elevata nella scala sociale , inventata per un miglior “controllo” della popolazione.
Appena siamo in grado di comprendere , veniamo uni-formati a questo canone. Riceviamo tutti lo stesso imprinting. Perché la “testimonianza” è diversa per “credibilità” a seconda di questa scala sociale? Perché conta più il medico di grido del panettiere ? I “media” poi,  sono lo strumento  fondamentale, creato ad hoc per questa “formattazione”, che viene reiterata e consolidata quotidianamente nella mente della gente.
Veniamo continuamente manipolati cerebralmente a non percepire più con i nostri sensi “indipendenti”, ma veniamo “instradati”, spinti a credere quello che viene deciso dall’alto.
Dove voglio arrivare?
A questo:  ma come facciamo oggi a distinguere il vero dal falso o il giusto dallo sbagliato se siamo a questo punto? Come facciamo a capire quando una bugia ci viene spacciata per verità ?
Vi faccio un banale esempio pratico, di vita quotidiana: quante volte abbiamo visto un dibattito oppure un talk show televisivo, in cui lo “scienziato accreditato” di turno, spara a zero o denigra un suo collega o chi so io, meno blasonato , per questa o quella “idea” oppure per quella “cura” o scoperta ? Secondo voi i media e l’opinione pubblica daranno più credito allo scienziato in questione, oppure a quello criticato? La risposta ve la potete dare da soli, ne sono certo ! Quanti possono verificare o ribattere  alle bugie oppure constatare le verità? Oggi come oggi è sempre più difficile, proprio perché i media stessi lo impediscono, limitando le corrette informazioni a scapito delle false, sia per dolo, sia purtroppo, per manifesta ignoranza.
Tutto questo ci ha portato a dove siamo ora, sull’orlo del precipizio. E’ un MONDO ROVESCIATO, e tutti siamo colpevoli, abbiamo contribuito a rovesciarlo, in tutti i campi ed in tutti i sensi.
La crisi politica e finanziaria “mondiale”, è stata “inventata e creata” sicuramente da gruppi più o meno occulti di potere, che manipolando a piacimento la percezione della realtà nella popolazione, sono in grado di pilotare l’insediamento di “uomini fidati”, al vertice dei governi degli stati economicamente “in bilico”, togliendo così sovranità agli stessi, giustificati appunto dalla percezione comune che, gli estremi rimedi sono “giustamente applicabili” a scapito della sovranità popolare. Grecia e Italia sono l’ultimo esempio in ordine di tempo.
Tutto questo a chi giova veramente ?
Chi ne trae beneficio?
La popolazione nella sua interezza ?
O piuttosto solamente chi “gestisce” il potere economico-politico-culturale ?
Credete siano solamente fantasie o invece una ”sottilissima forma di dittatura psicologica” affinata nel tempo e che oggi è arrivata “quasi” all’apice della sua applicazione ?
Questa è appunto una riflessione che vuole un confronto, un dibattito. Per fortuna non sono l’unico a pensarla così.
Apriamo dunque le “menti” dei nostri figli ! facciamo davvero l’ultima vera “cosa giusta” che ci è rimasta nella “cartucciera” ! non sprechiamo l’ultimo colpo che può salvarci ! i Nostri figli sono l’ultima speranza per il mondo , mostriamo loro senza pregiudizi la “realtà” che hanno intorno,  perché cambino ciò che noi abbiamo portato sull’orlo della distruzione.
Gli articoli che leggerete prossimamente, sono delle “campane” che sveglieranno i nostri sensi ! dobbiamo riappropriarci della verità, del nostro mondo, della nostra vita.






martedì 27 dicembre 2011

L'ENEA SMENTISCE CHE LA SINDONE SIA UN FALSO MEDIEVALE


di: Emanuela Minucci
I ricercatori dell'Enea: il Sacro Lino non è stato falsificato nel Medioevo. Quel telo resta un enigma per la scienza, non riproducibile in laboratorio.
Cinque anni di esperimenti. Per arrivare alla clamorosa verità: la Sindone non è un falso medievale. A rivelare che "L'Enea smentisce con molta chiarezza l'ipotesi che la Sindone di Torino possa essere opera di un falsario medievale" è stato il sito "Vatican insider" della Stampa.
Tale ipotesi, ricordava giorni fa il vaticanista Marco Tosatti, "era stata avvalorata, contro molte argomentazioni di peso, dall'esito delle discusse, e probabilmente falsate, misurazioni al C14; un esame la cui credibilità è stata resa molto fragile oltreché dalla difficoltà oggettiva (le possibilità di contaminazione di un tessuto di cui non si conosce che in parte il percorso storico sono altissime), anche da errori fattuali di calcolo dimostrati, e dall'impossibilità di ottenere per i controlli necessari i "dati grezzi" dai laboratori. A dispetto delle reiterate richieste. Un'omissione che basta da sola a gettare un'ombra pesante sulla correttezza scientifica dell'episodio".
Lo studio dell'Enea è firmato dai ricercatori Di Lazzaro, Murra, Santoni, Nichelatti e Baldacchini, che "partono dall'ultimo (e unico) esame completo interdisciplinare del lenzuolo, compiuto nel 1978 dalla squadra degli scienziati americani dello Sturp (Shroud of Turin Research Project)". Una base di partenza di cui troppo spesso chi scrive e discetta di Sindone preferisce non tenere conto, a dispetto dell'evidenza dei dati, verificati da un accurato controllo su riviste "peer reviewed", cioè approvate da altri scienziati in modo oggettivo e indipendente. Si legge nel rapporto: "La doppia immagine di un uomo flagellato e crocifisso, visibile a malapena sul lenzuolo di lino della Sindone, presenta numerose caratteristiche fisiche e chimiche talmente peculiari che rendono ad oggi impossibile ottenere in laboratorio una colorazione identica in tutte le sue sfaccettature. Questa incapacità di replicare e quindi falsificare l'immagine sindonica impedisce di formulare un'ipotesi attendibile sul meccanismo di formazione dell'impronta. Di fatto, ad oggi la scienza non è ancora in grado di spiegare come si sia formata l'immagine corporea sulla Sindone".
A parziale giustificazione, gli scienziati lamentano l'impossibilità di effettuare misure dirette sul lenzuolo sindonico. Infatti, come già detto, l'ultima analisi sperimentale delle proprietà fisiche e chimiche dell'immagine corporea della Sindone fu effettuata nel '78 da un gruppo di 31 scienziati sotto l'egida dello Sturp. Insieme conclusero: l'immagine corporea non è dipinta, né stampata, né ottenuta tramite riscaldamento. Altri importanti risultati: "Il sangue è umano e la colorazione deriva da un processo di invecchiamento accelerato del lino". In questo senso, l'origine dell'immagine sindonica è ancora sconosciuta. Conclusione: "Stiamo componendo i tasselli di un puzzle scientifico affascinante e complesso". La Sindone, insomma, rimane ancora "una provocazione all'intelligenza", come aveva detto Giovanni Paolo II.

Fonte : La Stampa.it


sabato 24 dicembre 2011

AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI I VISITATORI DEL SITO !


Con l’augurio che ci si possa allineare con la propria interiorità e i propri desideri, vi regaliamo una frase che abbiamo sentito da una persona speciale :

La bellezza di un fiore cade di fronte a un gesto d’amore


                                                                                      ( Lucia Fota )
 

Ringraziamo tutte le persone che hanno seguito il Blog e tutti i collaboratori dello stesso.




 Auspichiamo che il 2012  sia una anno migliore per chi ha sofferto e migliore per la collettività .

Con affetto Matteo e Marco


giovedì 22 dicembre 2011

IN RISPOSTA AI RICERCATORI DEL CERN CHE CI HANNO CONTATTATO


Senza intenzioni negative, ma costruttive, sento di dover fare una precisazione.

Il punto è che se si vuole essere rigorosi nella scienza è necessario esprimersi secondo “ il metodo scientifico “ . Il che, come ben sa qualunque persona laureata in materie scientifiche, presuppone dover parlare tautologicamente quando ci si riferisce a ciò che è già assodato.

Tautologia= affermazione sempre vera, verificabile  per chi non lo sapesse.

Quindi un Vero Scienziato con la S maiuscola sa perfettamente che l’unica affermazione che può fare a riguardo del Bosone di Higgs è che “ non esiste a meno che non venga dimostrato che esiste “

E siccome non è stato dimostrato che esista , dire “ il bosone di Higgs ha lasciato la sua impronta “  o “ stiamo trovando il bosone di Higgs “ non è affatto un’affermazione scientifica , ma se vogliamo,  da stadio , sul credere che vi sia qualcosa . Si può dire più appropriatamente che parlare di Bosone di Higgs è una credenza  . Il giorno che si dimostrerà la sua esistenza si potranno usare quei termini, non prima!

Purtroppo a volte gli esseri umani trovano un escamotage mentale per fare tornare i conti con quanto è da loro conosciuto e ricalcando lo stesso tipo di conoscenza replicano un sistema di ipotesi che supporti prima di tutto il loro pensiero ricorrente, che ha messo radici negli anni. Eun fatto di fisiologia : mettere in dubbio una propria certezza , che è stata l’ancora, la stella polare dei propri movimenti è umanamente difficile . Ma il vero ricercatore con la R maiuscola sa che la sua strada è variabile , ama la verità che sta oltre la propria percezione . Forzare parole ed eventi per far collimare le proprie credenze con la realtà è un pericolo da cui un vero ricercatore amante della verità si deve guardare,  ( questo vale per tutti i campi ).

Per me un ricercatore è un affamato, affamato di conoscenza che porta verso la verità ( al servizio della verità ), che non guarda solo il proprio campo , ma possibilmente va a sondare e “ prendere “ anche dagli altri.

Se poi facciamo  una divagazione simpatica, cosa dovremmo dire che un laureato in fisica (forse) non conosce il funzionamento del cervello, proprio lo strumento che usa per i suoi studi , potrebbe cadere in “ errori “ percettivi , simili a pattern ripetuti che non gli consentono di vedere oltre. E cosa dovremmo dire se un Medico che ha in mano la vita di un laureato in fisica o di chiunque altro, non conosce bene il teorema di Bernoulli, l’osmosi, i campi elettrici, non sa nemmeno cosa sia un’atmosfera e vi mette delle sonde, delle molecole che fanno aumentare la pressione arteriosa, che magari vanno a interferire nelle interazioni tra le parti corpuscolari, con la viscosità e altri fattori.

Questo post non è una polemica , ma vuol essere un ampio respiro: andiamo oltre il bosone di Higgs. Ognuno di noi in fondo al suo cuore sa,  se sta agendo per compromessi , a quali livelli di compromessi, se fa cose sbagliate o giuste e sulla pelle di chi. Questo riguarda tutti , tutti i giorni, soprattutto i governatori che decidono le nostre vite , facendo accadere realtà legislative o decreti che spesso proteggono interessi forti e tolgono ai più deboli. Saremo nel 2011, ma a livello di civiltà etica è come fossimo nel medioevo o al tempo dei barbari , con la differenza che si usa la carta bollata al posto della spada... questa è un’ opinione , ovviamente.

In questo momento storico sembra che l’etica sia dimenticata e si giochi solo al più forte.

Visto che arriva il Natale saluto tutti, tutti i ricercatori , tutti i governanti , tutti i dipendenti, tutti gli esseri affinchè guardino al fatto che il loro contributo possa essere su una via che rispetta l’uomo, la verità e il bene comune.

Buon studio a tutti e Buon Natale

    M.  un membro dello  staff

martedì 20 dicembre 2011

IO, GUARITA CON LA CURA "DI BELLA" !



TERZA PARTE DI QUATTRO...

Marina, 51 anni, colpita da un tumore al seno cinque anni fa, ha rifiutato l'intervento e la terapia tradizionale e ha seguito la cura Di Bella. Del tumore originale oggi non c'è più traccia. Ma non hai mai seguito il protocollo che le avevano suggerito i medici di Ferrara, non ha perso il seno, non ha tolto i linfonodi ascellari...CONTINUA...
di Gioia Locati
 http://blog.ilgiornale.it/locati/

"La diagnosi mi è arrivata addosso come un treno: avevo 51 anni, 3 figli e un cancro. Mi avrebbero amputata, via tutto il seno comprese le ghiandole ascellari, i tumori erano tre nella stessa mammella". 
Era il 2006 Marina (il nome è di fantasia) è all’ospedale di Ferrara, in oncologia. Le dicono che ha un cancro triplo (tre focolai nella stessa mammella) che dovrà sottoporsi a mastectomia, rimuovere completamente i linfonodi ascellari. Poi, appena le ferite saranno cicatrizzate, dovrà affrontare sei cicli di chemioterapia più 30 giorni di radioterapia. Quando avrà terminato inizierà una cura farmacologica di almeno cinque anni, fra pastiglie e flebo.
Oggi Marina è considerata guarita, del tumore originario non c’è più traccia. Ma non hai mai seguito il protocollo che le avevano suggerito i medici di Ferrara, non ha perso il seno ("neppure un pezzetto di ghiandola"), non ha tolto i linfonodi ascellari. Non ha fatto nessuno dei sei cicli di chemio, né la radio nè le flebo, tantomeno ha ingoiato le pastiglie raccomandate. Zero di zero. Ha seguito scrupolosamente, questo sì, la cura Di Bella. E oggi, assieme ad altre 10 italiane colpite da carcinoma mammario che come lei hanno rifiutato intervento e protocollo tradizionale, è un caso scientifico di rilevanza mondiale.
La sua storia clinica è apparsa su riviste mediche (Neuroendocrinology Lecter, International Journal of Gynecological Cancer, banca dati scientifica www.pubmed.gov per dirne alcuni) e discussa al World Cancer Congress di Singapore nel 2010 e a quello di Dalian (Cina) lo scorso maggio oltre che al congresso di Ginecologia italiano che si è tenuto a Milano in settembre. Sono le prime donne considerate guarite - perché sono trascorsi almeno 5 anni dalle diagnosi - senza intervento chirurgico. Il loro cancro si è rimpiccolito man mano “sotto l’effetto dei farmaci, mica di zuccherini” scherza Marina precisando che la cura di Bella “non è una pozione preparata da un santone”.
Al telefono trapela una voce dal timbro fermo, è quella di una donna determinata. “Non credo di essere stata coraggiosa, anzi, penso di essere stata più codarda delle altre…” “Avevo già l’appuntamento fissato, intervento congiunto: rimozione chirurgica e ricostruzione plastica, non mi sono presentata”.
Cosa ha pensato prima di rifiutare l’intervento?
“All’inizio nulla, ero frastornata. Poi ho cominciato a documentarmi. Ho vissuto da vicino il travaglio di amiche e conoscenti reduci da interventi al seno, c’era chi non riusciva più ad alzare il braccio, chi ha avuto brutte infezioni… certo davanti a un tumore non si va tanto per il sottile ma io mi sarei curata pur senza farmi amputare. Diciamo che ho seguito il mio istinto e non mi sono pentita.”
I suoi figli, suo marito e i parenti cosa le hanno detto? “Ognuno ha avuto reazioni diverse, i miei figli sono tutti e tre adulti e laureati. In famiglia siamo abituati a rispettare le scelte di ciascuno. Certo, all’inizio erano contrari, hanno voluto vedere gli esami, capire perché rifiutassi quel protocollo, ma col tempo si sono tranquillizzati”.
Come è arrivata a Di Bella?
“Ne avevo sentito parlare perché la famiglia è di Modena, avevo seguito il discusso caso della sperimentazione nel 1998. Nel frattempo mi ero letta la metanalisi di Moss (una summa di lavori di oncologi e radiologi americani e australiani sull’inefficacia della chemioterapia nella cura dei tumori). Quando spiegai ai medici che non avrei fatto l’intervento ma mi sarei curata in un altro modo mi suggerirono una terapia sperimentale. Non mi parlarono di Di Bella, fui io a dire loro che avrei seguito quella cura…”
Cosa successe poi?
“Seguii le prescrizioni di Di Bella. Per 4 anni. Facevo i controllo periodici: Pet, mammografia, ricerca dei marcatori nel sangue, andavo sempre in centri diversi. Ogni volta i medici si informavano sulle medicine che prendevo, ogni volta restavano di stucco: il mio cancro rimpiccioliva progressivamente, a un certo punto è scomparso del tutto. La mia non è una guarigione spontanea, ho preso farmaci potenti che riducono su più fronti la proliferazione cellulare e provocano l’apoptosi (la distruzione) delle cellule maligne, c’era anche un chemioterapico classico, a bassi dosaggi, non ho mai perso capelli, non ho mai avuto nausee e vomito.        

aiuto Nessun danno agli altri organi, non ho sofferto per insufficienza renale o cardiaca. La stanchezza però l’ho avuta. Nonostante ciò non ho perso giorni di lavoro”.
Si considera fortunata?
“Sicuramente lo sono: sto bene, ho il mio seno e sono contenta per questo ma credo anche che la fortuna vada aiutata…” Si considera guarita? “Non dico ‘sono guarita’ perché non posso sapere quel che succederà in futuro ma dico che sto bene”.
Che cura sta facendo adesso?
“Una terapia di mantenimento senza effetti collaterali, per intenderci: non rischio tumori all’endometrio o tromboflebiti.”

continua...

domenica 18 dicembre 2011

CERN : IL GRANDE IMBROGLIO !


Le mistificazioni verso l’umanità non hanno più confini. Prima di gridare con tutto il fiato che ho in corpo, la mia (e non solo) indignazione verso l’establishment scientifico di questa Istituzione, vi riporto sinteticamente, una delle tante “agenzie” battute nei giorni scorsi sul caso della fantomatica “Particella di Dio”.
Da Corriere Scienza 13-12-2011:
“Bosone di Higgs, c'è l'impronta della «particella di Dio»
I nuovi dati restringono il campo per la ricerca del bosone in uno stretto margine a energie minori del previsto.”
Un esperimento al Cern di Ginevra (Reuters)
MILANO - C'è «l'impronta» del bosone di Higgs, la cosiddetta «particella di Dio»,  I primi dati sono stati presentati a Ginevra, in un affollatissimo seminario organizzato al Cern, dai coordinatori degli esperimenti Atlas e Cms, gli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Secondo gli scienziati, l'esistenza del bosone di Higgs, ipotizzato dal fisico britannico Peter Higgs oltre 40 anni fa, rende possibile la massa. In pratica i nuovi dati restringono il campo per la ricerca del bosone a energie minori del previsto si spera di fugare ogni dubbio entro la fine del 2012, quando sarà stata completata l'analisi degli esperimenti in corso”
Fermiamoci qui.
Soltanto qualche mese fa, questi “scienziati”, avevano chiuso il progetto “Bosone”, per MANIFESTA INESISTENZA.
Ora, non avendo ancora trovato risposte esaurienti sui seguenti fondamentali fisici argomenti:
-           Perché il Neutrino ha massa pari a zero;
-          Materia Oscura;
-          Bosone gravitone;
-          Altri correlati…
Per non essere presi a calci e buttati fuori dai laboratori del suddetto CERN, tra le altre cose costati a tutti noi ben 6 Miliardi di Euro, si avete capito bene: SEI MILIARDI  DI EURO, mentre le economie degli stati finanziatori collassano, si inventano LA BALLA PIU’ COLOSSALE , sperando o forse credendo, che nessuno possa verificarla o contestarla.
Tutto ciò è  un paradosso che il  Fisico (e medico) Massimo Corbucci, colui che tra parentesi può fare la voce grossa su questo argomento, avendo dimostrato l’inesistenza del Bosone di Higgs attraverso il Vuoto Quanto Meccanico e la nuova tavola periodica degli elementi, mi ha sintetizzato con questa “ metafora”: “ C’era una volta un Magistrato, che nel bel mezzo della notte, fu svegliato per autorizzare lo spostamento di una salma dopo un brutto incidente stradale. Arrivato sul luogo del fattaccio, constatato il decesso del poveretto insieme al medico legale, autorizza la rimozione della salma e la successiva inumazione. Dopo tre mesi, sempre nel cuore della notte, lo stesso magistrato, svegliatosi di soprassalto, decide che non era poi tanto sicuro che il poveretto fosse realmente morto, e di conseguenza ne ordina la esumazione.”
A voi lascio l’incombenza di valutare la logicità di questa storiella, in relazione a quanto sopra.
L’assoluta immobilità della vera “Scienza”, anche alla luce di questi fatti, lascia sempre più spazio allo “scientismo”, che oggi purtroppo la fa da padrona, non solo nel campo della Fisica.
Nessuno ha il coraggio e l’onestà intellettuale di dire: Il Modello Standard è finito, morto.  Non dobbiamo continuare a seppellirlo e poi a riesumarlo! Puzza ed è marcio, putrefatto come i “necrofili” che continuano a girarci intorno.
Fra qualche altro miliardo di Euro, forse alla fine del 2012, lo riseppelliranno pensando che nessuno abbia fatto caso alla loro necrofilia. Nello stagno delle basse energie, non troveranno la Particella di Dio, nemmeno le “lische”… e lo sanno bene !
A questo punto, si pone inevitabilmente il problema della “credibilità”: a chi dare credito?
Il senso comune, quello che è stato insegnato, instillato nella mente dell’uomo di oggi è che l’Istituzione Accademico- scientifica e governativa ha “l’imprimatur” , della credibilità e della “Ragione”, in senso assoluto. Il circo mediatico, concorre, anzi è direttamente preposto al rispetto di questo “principio”.  Leggetevi se potete, tutte le agenzie sulla notizia di cui disquisiamo. Noterete che nessuno mette in dubbio, o almeno menziona l’incongruenza, se non scientifica (non pretendo per carità) almeno “procedurale” dell’equipe del Cern, che organizza un “seminario” (neppure “conferenza stampa” !) al quale invita i giornalisti (?) (e qualche addetto ai lavori) e poi butta li ….che:” ATLAS ha osservato degli eccessi di eventi, confrontando i dati con le attese del rumore di fondo, in un intervallo corrispondente a un valore della massa dell’Higgs pari a circa 126 GeV, dove un GeV è approssimativamente l’energia di un protone a riposo... L’eccesso misurato per ATLAS si trova in maniera consistente nei tre canali di ricerca principali, dove l’Higgs decade in bosoni elettrodeboli (fotoni, W e Z) e ha una rilevanza statistica compresa tra i 2 e i 3 sigma, a seconda dello specifico trattamento statistico applicato. Per capire questo risultato, bisogna ricordare che ogni misura sperimentale ha una incertezza associata e valutare con precisione questa incertezza è cruciale per poter determinare la rilevanza statistica della misura. Per esempio, quando diciamo che la significatività della misura di ATLAS è di “3-sigma”, vogliamo dire che c’è una probabilità di meno dello 0,2% che si tratti di una fluttuazione statistica. La convenzione più usata è di stabilire che c’è una scoperta solo quando si superano i “5-sigma”, cioè che la probabilità che il rumore di fondo simuli il segnale è più piccola di una parte su 20 milioni.

Quello che vorremmo capire è: perché il progetto era stato dichiarato chiuso, visto che in precedenza ( da quasi 15 anni non si annunciava la scoperta di una nuova particella fondamentale e da quasi 30 questo non accadeva al CERN)   non si erano verificate fluttuazioni significative superiori a 5-sigma ?

Per dare una risposta vediamo le implicazioni, o meglio il tornaconto, prima scientifico e poi economico che avrebbero al CERN:

“Una scoperta che, se fosse confermata nei prossimi mesi, avrebbe implicazioni enormi. Sul versante teorico, l’esistenza accertata del bosone di Higgs  potrà validare in modo conclusivo il cosiddetto Modello Standard della fisica di particelle e la teoria quantistica dei campi sulla quale tale modello è basato; in più suggerirà che ci saranno nuove particelle e interazioni da scoprire con LHC nei prossimi anni: supersimmetria, dimensioni addizionali, nuove interazioni forti o nuove risonanze…e quindi altri cospicui finanziamenti saranno garantiti ! (NDR)
Ci saranno anche implicazioni in cosmologia, sulla natura della dark matter e sull’energia oscura.  Per esempio, nei prossimi anni con LHC potrebbero essere trovate le particelle che formano la ”materia oscura” cosmologica.
Si avvicina quindi il momento in cui potremo avere una comprensione migliore del meccanismo che porta le particelle ad acquisire una massa e del perchè le interazioni fondamentali sono quelle che conosciamo. L’anno prossimo l’energia di LHC salirà dai 7 agli 8 TeV e, dopo una pausa di un anno, nel 2014 l’energia sarà di 14 TeV, il che permetterà di studiare dimensioni ancora più piccole e aumentare il numero di possibili nuove teorie che potranno essere testate. (con quali capitali? Visto il momento critico dell’economia ? NDR)
 Quanto appena esposto, potrebbe essere appunto la “magica” risoluzione (?) delle infruttuose ricerche che menzionavamo all’inizio.
Ecco ora la nota più dolente, quello che mi fa veramente arrabbiare… ma non sarà che tutto questo “bailame” di “FINTE” “PRESUNTE” scoperte abbia il fine di:
“Sul fronte della politica scientifica, la scoperta del bosone di Higgs a bassa massa diventa un argomento molto forte per spingere la costruzione del successivo acceleratore, successore di LHC: un collisionatore lineare di elettroni e positroni a energia tra 500  e 3000 GeV (3 TeV), dove le proprietà fisiche del bosone di Higgs e altre nuove particelle potranno essere studiate con grande precisione. Nel clima attuale di instabilità finanziaria questo nuovo collisionatore ha un futuro incerto, ma la scoperta del bosone di Higgs aiuterà molto a pianificare la fisica delle particelle nei prossimi anni. Scoprire il bosone di Higgs sancirà il successo dell’ingente sforzo economico, scientifico e tecnologico che è stato necessario per progettare e costruire LHC, (o la sua “disfatta” e la chiusura graduale per cronica mancanza di risultati NDR), un’avventura che ha coinvolto decina di migliaia di persone per più di vent’anni (profumatamente pagate, spesate e finanziate NDR) e che ci permette di avere fiducia nel fatto che la strategia della “Big Science” per studiare la realtà naturale è ancora valida.”
Ora, avrei veramente piacere che questo mio (forse inutile) scritto vi abbia fatto riflettere, e ragionare con la vostra testa, senza prendere sempre per “oro colato” dai media, tutto ciò che riguarda la scienza (e non solo).

Marco La Rosa

Riferimenti e citazioni:
Dott. Massimo Corbucci
Il Sussidiario.net – Scienze
Il Corriere Scienze

venerdì 16 dicembre 2011

CONSAPEVOLEZZA


Oltre il pianeta Mente: alla conquista dello spazio-consapevolezza
di Davide Fiscaletti
Tratto da Scienza e Conoscenza n. 26.

La nostra esperienza mentale del mondo è incompleta e necessita di essere integrata da un’esperienza consapevole in cui diventiamo pienamente coscienti del fatto che la nostra mente agisce come un “prisma” che devia le informazioni che percepiamo. La consapevolezza è la “direttrice naturale della mente”, che la guida verso invenzioni che sono favorevoli alla natura e all’uomo. La mente senza la consapevolezza è come una lanterna senza l’olio. La convinzione che la mente sia di per sé intelligente è erronea. Se l’uomo non è in contatto con la consapevolezza può arrivare a creare armi di distruzione di massa che possono ucciderlo. Se si vuole porre fine alla violenza e alle guerre che devastano il nostro pianeta, il passo fondamentale da attuare è quello di mettere insieme ragione e consapevolezza. La scoperta della consapevolezza permetterà all’uomo di unire i lati materiale e spirituale del mondo e di sviluppare le tecnologie più appropriate. L’uomo è, fondamentalmente, un essere costituito da tre elementi: corpo, mente, e consapevolezza, che possiamo chiamare anche l’“essenza”. Più una persona è connessa con la consapevolezza, più forte è la sua coscienza personale, il suo sentimento del bene, la sua intelligenza emozionale, la salute corpo-mente. L’uomo consapevole ha un senso di responsabilità altamente sviluppato e non è incline alla manipolazione. L’esperienza consapevole costituisce l’unica strada che può consentirci di uscire dalla situazione di crisi in cui ci troviamo oggi. Una società di “individui consapevoli” non sarà né comunista né capitalista, ma piuttosto una società che funzionerà ai massimi livelli con leggi minime. Più debole è la consapevolezza, più leggi e regole sono necessarie; più forte è la consapevolezza, meno leggi sono necessarie e più libertà ci sarà. L’uomo consapevole non è religioso nel senso di avere una credenza in certi dogmi religiosi, bensì conosce ed è consapevole del fatto che Dio e l’universo sono uno e lo stesso. Egli non ottiene profitto a spese di una contaminazione della natura; il suo motto nell’economia è: “Ogni profitto che provoca un inquinamento della natura è in realtà una perdita”. Le basi fisiche della consapevolezza
Le ricerche di Penrose e Hameroff considerano la consapevolezza come risultato della forza di gravità quantistica che agisce sulla massa dei neuroni cerebrali; in altre parole, la consapevolezza non è solo il risultato dei processi biochimici del cervello ma è profondamente correlata allo spazio cosmico. L’autore di questo articolo è andato un passo avanti sviluppando, assieme allo scienziato sloveno Amrit Sorli, il seguente modello della consapevolezza: la consapevolezza è la vibrazione fondamentale dei quanti di spazio, i mattoni elementari che costituiscono lo spazio universale. I quanti di spazio sono molto piccoli (hanno una grandezza dell’ordine del volume di Planck) e modificano la propria carica elettrica da positiva a negativa nel tempo di Planck. Questa frequenza fondamentale dei quanti di spazio è la consapevolezza. Questo modello è consistente con l’esperienza di molti, in particolare dei monaci Buddisti, i quali praticano l’osservazione della mente da molti anni. La loro esperienza è che la consapevolezza è uno spazio vuoto in cui esiste ogni cosa. Tutti i fenomeni nell’universo hanno luogo al suo interno, essendo questa il mezzo di energia in cui galassie, sistemi solari, e pianeti esistono. Alan Wallace, uno dei maggiori esperti nel campo della ricerca interdisciplinare del Buddismo e della fisica teorica sostiene che ci sia un parallelismo tra il concetto di spazio vuoto nella scienza occidentale e la visione (buddista) del vero vuoto, chiamato anche consapevolezza primordiale. La consapevolezza primordiale viene realizzata nell’uomo come la capacità di essere consapevoli dei processi di pensiero e delle emozioni presenti ad ogni dato momento, il respirare, i movimenti del corpo, ecc… La consapevolezza è la proprietà fondamentale dello spazio e funziona allo stesso modo in tutte le persone, indipendentemente dalla religione, dall’affiliazione politica e dal colore della pelle. Essa mostra chiaramente che le diverse visioni del mondo sono semplicemente il risultato di differenti menti (cattolica, musulmana, hindu, buddista, ecc…) mentre il mondo è e rimane uno. Lo sviluppo della consapevolezza nell’intera popolazione umana sulla Terra consentirà lo sviluppo di una “società planetaria” dove le differenze religiose e culturali diventeranno di secondaria importanza, mentre il significato primario sarà dato al fatto che siamo tutti abitanti dello stesso pianeta. La consapevolezza ci permetterà anche di comprendere che la nostra sopravvivenza sul pianeta richiede una vita in armonia con la natura. Essa è un canale d’informazione diretto. Per suo tramite due particelle comunicano istantaneamente in tempo reale. Anche gli esseri umani riescono a comunicare direttamente senza che la mente interferisca.  In particolare, l’idea che la consapevolezza possa essere l’elemento che trasmette l’informazione getta nuova luce sull’esperimento di “Einstein-Podolski-Rosen” (EPR), in cui due particelle atomiche o subatomiche, prima unite e poi separate e portate a grandi distanze l’una dall’altra, possono “comunicare” tra di loro istantaneamente. La connessione istantanea tra due particelle quantistiche anche quando sono a grande distanza è un effetto dello spazio fisico atemporale (in cui il tempo esiste solo come ordine numerico del movimento irreversibile della materia). E’ lo spazio fisico atemporale che trasmette l’informazione tra le due particelle: in un esperimento EPR (e più in generale in un processo atomico o subatomico) lo spazio fisico atemporale assume lo stato speciale rappresentato dal potenziale quantico (il termine che, nella versione di Bohm della meccanica quantistica, consente di spiegare la nonlocalità dei fenomeni quantistici) e questo produce una comunicazione istantanea tra quelle particelle. Affinché un’informazione venga trasmessa da una particella quantistica A ad una particella quantistica B non è necessario alcun tempo: questa informazione non ha velocità.   La ricerca dell’autore prevede che lo spazio fisico atemporale – l’entità che trasmette l’informazione tra due particelle quantistiche in un esperimento EPR - è composto da quanti di spazio che hanno grandezza dell’ordine della lunghezza di Planck e vibrano alla “frequenza fondamentale”. La consapevolezza in quanto “frequenza fondamentale di vibrazione” dei quanti di spazio può essere considerata la vera entità elementare che trasmette l’informazione tra due particelle quantistiche, che spiega la nonlocalità dei fenomeni quantistici. Mediante questa interpretazione della consapevolezza, l’esperimento EPR può essere appunto spiegato come un “canale d’informazione diretto" (di frequenze di quanti di spazio) che trasmette l’informazione istantaneamente.
La comunicazione consapevole
La mente appartiene al cervello, la consapevolezza appartiene allo spazio cosmico. E’ la stessa consapevolezza che osserva la mente di una persona in America e la mente di una persona in Europa. Essa come canale d’informazione diretto apre la possibilità per una “comunicazione consapevole”. Due o più persone appartenenti a culture e religioni diverse possono comunicare direttamente senza l’interferenza della mente.  La comunicazione dell’uomo ha due direzioni: esteriore (comunicazione con gli altri) ed interiore (comunicazione con noi stessi). La qualità della comunicazione esteriore dipende dalla qualità di quella interiore. Più chiara è la comunicazione con noi stessi, più chiara è la comunicazione con gli altri.
Possiamo comunicare con noi stessi e con gli altri sia attraverso la mente sia attraverso la consapevolezza. Quando comunichiamo attraverso la mente, l’esperienza di una relazione con un’altra persona viene prima elaborata dalla mente e poi vissuta. Questa elaborazione contiene diversi concetti ed emozioni propri delle persone coinvolte nella situazione. Quando l’elaborazione mentale di due persone è molto diversa, anche la loro esperienza della situazione é diversa. La consapevolezza ha la capacità di osservare e di farci diventare consci delle modalità con le quali la mente elabora le informazioni del mondo che sono entrate nei sensi. La comunicazione consapevole è diretta, sintetica e libera da emozioni. Un individuo vive una determinata situazione con un altro individuo direttamente, senza elaborazione mentale. Basandosi soltanto sulla comunicazione della mente è difficile trovare soluzioni nelle situazioni di conflitto. Non c’è nessun terreno che potrebbe aiutare a vivere una data situazione in modo simile. Comunicando mediante la mente la persona A e la persona B saranno sempre lontane l’una dall’altra. La comunicazione consapevole costituisce invece un terreno comune. Due persone si capiscono l’un altra senza la necessità di parlare in quanto si incontrano ad un livello più profondo, comunicano a un livello che è oltre la mente. Nella comunicazione consapevole l’interpretazione della mente non influenza l’esperienza. In questo tipo di comunicazione, due persone A e B sperimentano una determinata situazione in modo simile, non ci sono incomprensioni. Si vive la situazione in modo pulito, oltre i pregiudizi o i condizionamenti culturali. La consapevolezza è “un canale d’informazione diretto”. Con lo sviluppo della comunicazione consapevole è facile trovare soluzione al livello della mente nelle diverse aree della vita umana: nella famiglia, negli affari, nella politica. La persona A e la persona B diventano entrambe consapevoli della loro “diversità mentale”. Esse riconoscono la comunicazione della mente come elemento secondario e la comunicazione consapevole come elemento primario. E’ facile trovare soluzioni al “livello mentale”. In armonia con l’evoluzione dell’universo
La ricerca del mio gruppo considera l’universo come un sistema in auto-rinnovamento, senza un inizio né una fine. L'evoluzione della vita, della civilizzazione umana e della consapevolezza dell'uomo sono parti integranti dell'evoluzione dell'universo. In tutto l'universo la materia ha tendenza a svilupparsi nella vita e poi nelle specie consapevoli. L'evoluzione dell'uomo oltre la mente verso la consapevolezza è la parte consistente, la continuazione dell'evoluzione dell'universo.  Considerando il sistema universo, si possono prendere in esame i suoi seguenti sottosistemi: il sistema solare è un sottosistema 1, la Terra è un sottosistema 2, la natura della Terra è un sottosistema 3, la società è un sottosistema 4, l’uomo è un sottosistema 5. Come sottosistemi, 1, 2 e 3 sono in armonia con l’evoluzione dell'universo; ne deriva allora che anche i sottosistemi 4 e 5 devono entrare in armonia con l’evoluzione dell'universo.
L'uomo per entrare in armonia con gli altri sistemi deve scoprire la consapevolezza. Per smettere di fare la guerra e creare una società senza tensioni sociali, in armonia con la natura, la specie umana deve crescere oltre tutte le identificazioni della mente. Rimanendo immersi nella mente rischiamo l'auto-distruzione. La storia ed il momento attuale confermano che la mente umana non è in grado di portare pace e giustizia sociale. La mente umana non è in grado di comprendere appieno la vera posizione dell'uomo nell'universo.  La consapevolezza è la vibrazione fondamentale dello spazio universale e pervade tutto l’universo. Lo spazio cosmico non finisce dove comincia il nostro corpo, si estende anche al suo interno. Guardando all’interno (meditando) scopriamo dentro di noi questa vibrazione dello spazio che porta pace e serenità. Una persona consapevole può solo creare cose che proteggono la vita.
La comunicazione consapevole come forza d'integrazione
Lo sviluppo della comunicazione consapevole in qualsiasi gruppo di persone (in una coppia, in una famiglia, in un team di uomini d'affari, in un team di ricercatori, in un partito politico, ecc…) rappresenta la più importante forza d'integrazione: le divergenze tra le persone diventano secondarie mentre l'obiettivo del gruppo diventa primario. L'energia di ogni persona viene canalizzata nella stessa direzione e questo crea molta energia nel gruppo. L’individuo non viene messo da parte in nome del gruppo, le sue qualità personali vengono realizzate nel processo di realizzazione dell’obiettivo comune. La comunicazione consapevole va oltre le convenzioni personali, le divisioni sociali, religiose e nazionalistiche; ci permette di trovare soluzioni nei momenti difficili e di vivere in pace ed in armonia.
La meditazione: l’unica via verso la pace
Nella meditazione tu puoi ripercorrere all’indietro l’evoluzione della vita che esiste come memoria in una mente globalmente inconsapevole. E’ lì che scoprirai la tua aggressione animalesca e la tua paura di essere attaccato. Sul nostro pianeta l’uomo si sta ancora comportando come un animale nella giungla in quanto agisce sulla base di una mente inconsapevole. Il caos in cui stiamo vivendo in questo pianeta è il risultato della proiezione inconsapevole dei pensieri nella nostra vita. Tutto quello che esiste è stato prima elaborato dalla mente e poi vissuto nella vita. Noi sperimentiamo la vita attraverso la mente e non siamo consapevoli di quanto tale mente inconsapevole influenzi la nostra esperienza e determini la nostra situazione di vita.  La meditazione è l’unico modo per andare oltre il passato, per trovare uno spirito di armonia con la natura e con gli altri esseri umani. Accettando la meditazione come un “metodo di ricerca individuale”, la scienza avrà un utile strumento per superare le barriere religiose e culturali che stanno dividendo la civiltà umana attuale. Abbiamo bisogno di un’educazione scientifica a livello planetario che possa includere la meditazione come sua parte consistente. Una tale educazione permetterà agli individui di crescere liberi da ogni estremismo religioso e culturale, instradati verso il sunyata, cioè lo spazio atemporale, che è l’identità cosmica dell’uomo, la sua “vera faccia”. La meditazione porta quella trasformazione interiore che è l’unica via verso la pace e l’armonia.  Lama Geshe Gedun Tharchin dice sull’argomento: “In definitiva, per stabilire la pace e la sicurezza sul nostro pianeta bisogna basarsi su una trasformazione interiore nelle vite degli individui. Come afferma la costituzione dell’UNESCO “Poiché le guerre sono entrate nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che le difese della pace devono essere costruite. Un senso di responsabilità, cercare di sviluppare il nostro potenziale per creare un’azione positiva nella società è l’arricchimento personale e l’inizio di una più ampia trasformazione del pianeta”. 

Tratto da Scienza e Conoscenza n. 26.