IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens
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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

martedì 29 luglio 2014

NUOVA PUBBLICAZIONE OMPHI LABS


I TEMPI SONO MATURI ? O FORSE E' PIU' APPROPRIATO PARLARE DI SINCRONICITA'?
IO SONO CONVINTO DI SI. L'UMANITA' E' ARRIVATA AL BIVIO, SIAMO PROSSIMI AD UN SALTO EVOLUTIVO ED I PRODROMI (DAL LATINO Prodromus = messaggero, precorritore, staffetta) SONO BEN VISIBILI NEL QUOTIDIANO INTORNO A NOI.
LE NECESSITA' DELL'ANIMA STANNO RIEMERGENDO PREPOTENTEMENTE DALL' OBLIO SUBDOLAMENTE TESSUTO DAL MATERIALISMO. CIO',  PORTA SEMPRE PIU' PERSONE VERSO LA CONSAPEVOLEZZA ED IL RISVEGLIO.
TUTTO CONCORRE AL RAGGIUNGIMENTO DELLA "MASSA CRITICA" CHE CAMBIERA' IL MONDO.
OMPHI LABS, ATTRAVERSO LA LUNGIMIRANZA DI MARCO VECCHI, STA RENDENDO FRUIBILE UN PORTENTOSO "FIUME DI CONOSCENZA" CHE E' RIMASTO PER LUNGO TEMPO CELATO AGLI OCCHI E ALLE MENTI.
L'OPERA DELLO YOGI E TEOSOFO RAMA PRASAD E' UNA RIVELAZIONE CHE ARRIVA COME UNO SCHIAFFO CHE RIDESTA DALLA CATALESSI. NON PER NULLA HELENA PETROVNA BLAVATSKY, FAMOSA FILOSOFA E TEOSOFA RUSSA (FONDATRICE DELLA SOCIETA' TEOSOFICA), DISSE A PROPOSITO DELL'OPERA DI PRASAD: "IL MONDO NON E' ANCORA PRONTO PER UNA RIVELAZIONE DI TALE PORTATA". MOLTO PIU' RECENTEMENTE, ANCHE LO STUDIOSO E RICERCATORE AMERICANO DAVID WILCOK, RIPORTA NELLE SUE OPERE  LA PROFONDA CONOSCENZA SPIRITUALE E SCIENTIFICA DI RAMA PRASAD CHE PRECORRE I TEMPI.

SONO ONORATO DI FAR PARTE (ANCHE SE IMMERTITATAMENTE), DEL CATALOGO LETTERARIO DI OMPHI LABS CHE INDUBBIAMENTE CI PROIETTA VERSO LA NUOVA UMANITA'.

MLR

"LE FORZE PIÙ SOTTILI  DELLA NATURA"
LA SCIENZA DEL RESPIRO E LA  FILOSOFIA DEI TATTVA
(NATURE'S FINER FORCES)

di  Râma Prâsad
Questo libro parla di cose quali l'etere interstellare, le sue proprietà generali e le sue suddivisioni, le leggi della vibrazione, della circolazione del prana nel sistema nervoso e circolatorio, e poi della psicometria e dei fenomeni occulti, delle vibrazioni specifiche dei corpi celesti che influiscono sulla mente e sul corpo e di molte altre cose di cui la scienza moderna sa poco o nulla.

Interesserà senz'altro tutti i ricercatori dell'etere perché fornisce una possibile spiegazione del misterioso e affascinante fenomeno della "luce odica" di Karl Von Reichenbach, e di alcuni fenomeni del "potere dela forma" di Dan A. Davidson. E naturalmente il testo spiega come e perché nasce l'Universo, illustrando un passaggio dopo l'altro l'intero ciclo del Prana, o orgone, dalla iniziale differenziazione dei cinque eteri elementari, per l'azione di determinate forze, alla progressiva nascita delle diverse densità del Prana cosmico, poi quello solare, e infine quello terrestre. La vera astrologia ha qui il suo fondamento scientifico, nell'influenza che i diversi centri cosmici esercitano sul Prana della Terra, e quindi anche sugli uomini, a causa della risonanza data dal periodico ripresentarsi delle configurazioni dei centri che erano presenti alla nascita, nel momento della separazione dal corpo della madre. Vengono inoltre chiariti in dettaglio i meccanismi del karma. La terza parte riporta, ben spiegati, gli insegnamenti celati nello Shivagama, contenenti le tecniche occulte per agire vantaggiosamente nel mondo e su se stessi tramite la manipolazione diretta dei Tattva. Un testo dunque anche molto utile nella vita di ogni giorno. Chi pratica lo Yoga, e soprattutto il Tantrismo, troverà qui informazioni occulte di grandissimo interesse.
Il minimo che si possa dire di questo libro è che è un'opera "potente", non solo perché parla chiaramente dell'intero ciclo del Cosmo, ma perché lo fa traducendo in termini comprensibili a noi moderni i concetti degli antichissimi Rishi, gli autori quasi divini dei più alti testi dell'India.

Il noto ricercatore e divulgatore americano David Wilcock ha parlato entusiasticamente di quest'opera nel suo libro La Scienza dell'Uno, indicando come gli antichi indù con ogni evidenza conoscessero ogni cosa sul Prana, sul Cosmo e sulle leggi che lo governano. Wilcock ha ampiamente sottolineato che gli antichi indù avevano una visione reale e totalmente scientifica dell'etere, dei piani di esistenza, dell'energia, dell'anima e della struttura della materia.
 CONTENUTI:

Prefazione dell'editore italiano
Prefazione dell'Autore
Le Forze Più Sottili della Natura e le loro Influenze  sulla Vita e sul Destino Umano

I      I Tattva
II     Evoluzione

III     La mutua relazione dei Tattva e dei Principi
IV    Prâna

V     La Mente
VI     La Pinacoteca Cosmica

VII    Le Manifestazioni di Forza Psichica
VIII   Yoga – L'Anima

IX     Lo Spirito
La Scienza del Respiro  e la Filosofia dei Tattva

Glossario
Nota Biografica sull'Autore :

Rama Prasad (Râma Prâsad) è stato uno yogi indiano, teosofo e studioso di sanscrito. Su di lui non abbiamo molte informazioni, nonostante la notorietà mondiale in seguito all'uscita di questo testo inizialmente in forma di nove saggi in altrettanti numeri del The Theosophist (1887-89), poi come libro nella prima edizione inglese del 1890 (ma la cui prefazione dell'Autore è datata 1889), e nelle successive due edizioni e ristampe (dal 1894, 1907, ecc.) nelle principali lingue. Prasad è stato Presidente della Meerut Theosophical Society e Consigliere nel Congresso Teosofico tenutosi al World's Parliament of Religions a Chicago, nel 1893. Oltre a questo testo, Prasad ha pubblicato diversi saggi e testi di traduzione e commento di altre opere classiche dell'induismo. Il testo sul quale è basato Le Forze Più Sottili della Natura (Nature's Finer Forces), cioè lo Shivâgama, è stato considerato da Madame Blavatsky un insegnamento occulto da non diffondere perché contenente tecniche vicine alla magia nera e potrebbe essere male usato, quindi implicitamente rimproverando Prasad per averlo offerto al pubblico, benché emendato di alcune parti.

Altri scritti di Rama Prasad:
•The Prophecy of the Bhagavata as to the Future Rulers of India, (The Theosophist, 1890)

•Karma and Reincarnation as Applied to Man, (Lucifer, 1891-92)
•Astrology, (The Theosophist, 1891)

•Wisdom of the Upanishads, (The Theosophist, 1893)
•The Sankhya Yoga, (The Theosophist, 1894)

•Thoughts on the Bhagavad Gita, (The Theosophist, 1895)
•The Problems of Vedanta, (The Theosophist, 1899)

•Self-Culture of the Yoga of Patanjali, (The Theosophist, 1906-1907)
•The Date of the Bhagavad Gita, (The Theosophist, 1908)

•True Hinduism, First Steps in the Yoga of Action, (Vasanta Press, 1909)
•Patanjali's Yoga Sutras,with the Commentary of Vyâsa and the Gloss

 of Vâchaspati Misra, (Sudhîndranâtha Vasu, 1909)
•Dharmasiksa-Patri, (Srisitaramamudranalaye, 1930)

•Rasendrapurana: Bhasatikasahita, (Kalyana, 1926)

venerdì 25 luglio 2014

PROTOCRISTIANESIMO: UN PUNTO DI VISTA ALTERNATIVO


                                                   di: Marco La Rosa

1 - DALLA SETTA DEGLI ESSENI NASCONO I PROTO* - CRISTIANI

Nei suoi primi secoli di storia, la Chiesa romana, aveva già metabolizzato nella sua teologia molte tradizioni dei culti solari delle epoche precedenti, arrivando poi astutamente anche a sovrapporre il suo calendario di “festività” religiose a quelle celebrate dai popoli pagani ed altri culti che erano ancora vive nella memoria (Attis di Frigia, Mitra ecc..), causandone conseguentemente nel breve tempo, l’oblio. Anche per quanto concerne la figura del Messia giudaico Gesù, la Chiesa di Roma ha evidentemente attinto alle vicende di una setta di ribelli anti-romani realmente esistiti e che erano chiamati esseno-zeloti. Tutto questo si può facilmente ricavare dai reperti archeologici del Mar Morto e precisamente da una notevole quantità di originali manoscritti antichi, ovviamente precedenti la nascita del cristianesimo e che ci conducono agevolmente ad identificare nella setta gnostica israelita degli esseni, i primi “proto cristiani”.

*nota: pròto dal greco pròtos = primo, che sta innanzi a tutti, da pro=avanti.



Questa constatazione, corroborata da evidenti dati di fatto, è oggi condivisa dalla maggior parte degli studiosi laici confermando ciò che gli storici antichi hanno lasciato scritto e che,  nonostante gli innumerevoli tentativi di insabbiamento, è arrivato fino a noi.

Epifanio di Salamina (315-403) scrisse: “I seguaci di Cristo che vivevano nella regione della Mareotide (regione del lago salmastro Maryut nella parte occidentale del delta del Nilo nei pressi di Alessandria)

 erano gli esseni d’Egitto, a cui era stato dato il nome di “Terapeuti”.  Filone d’Alessandria (20 a.C. – 50 d.C.)

  ebreo con cultura ellenista, scrive di una comunità di Terapeuti che aveva conosciuto e che stanziavano sulle rive del lago Maryut e li collegava direttamente agli Esseni con un'unica differenza sostanziale: “nessuna visione apocalittica, assenza di regole scritte e nessun maestro di giustizia”. Lo storico Eusebio di Cesarea (263 – 339) nella “Storia ecclesiastica” ai capitoli 263 e 339, dice che le origini del cristianesimo ad Alessandria provenivano proprio dai Terapeuti , descrivendoli come monaci cristiani che però osservavano completamente le tradizioni giudaiche. Nel “ De vita contemplativa” (cap. 75-89) Filone descrive le convocazioni quotidiane di preghiera della comunità dei terapeuti di Alessandria:  alla sera si leggevano e commentavano brani biblici, dopo di che si celebrava una cena rituale (normalmente a base di pane e acqua). Era comunque omessa la  Birkat Hamazon (= benedizione del nutrimento), perché dopo il pasto faceva subito seguito una veglia di preghiera: si cantavano inni (tratti dalla Bibbia o composti dai monaci stessi) e si eseguivano danze rituali. Il modello tipologico al quale Filone collega questi canti e danze è l'inno di Mosè e la danza di Miriam di cui parla il libro dell'Esodo, che ci ricollegano indubbiamente alla tradizione dei sacerdoti  Yahùd del faraone Akhenaton, guarda caso vissuto contemporaneamente al biblico Mosè.

Il mattino successivo i terapeuti si mettevano a guardare verso oriente aspettando la prima luce del sole. A questo punto recitavano le benedizioni mattutine (non si dimentichi che questi ebrei erano comunque egiziani, e i miti egiziani collegavano il momento dell'alba con la grande gioia per la vittoria del sole contro i suoi nemici; nell'antico Egitto il momento principale del culto era proprio il mattino). Il culto solare del “Sole invitto”, ( guarda caso caratteristica del culto "Mitraico") era dunque segno della volontà dei primi cristiani di conformarsi al preesistente culto solare, e per questo il Cristo viene paragonato al “Sole di giustizia” che vince sempre sulla morte (notte).
 Anche l’imperatore Adriano a proposito del cristianesimo disse: “il Dio dei cristiani era Serapide ( il Sole) ed i suoi devoti erano i  loro vescovi ”.


2 – EVIDENZE ARCHEOLOGICHE A SOSTEGNO DELLA TESI ESSENO-ZELOTA

Negli ultimi duemila anni di storia, il cristianesimo ha subito una miriade di modificazioni ed adattamenti, poiché i vari contesti culturali, a partire dall’origine, sono mutati radicalmente e piuttosto repentinamente. Ecco perché la figura storica di Gesù Cristo deve essere stata molto diversa rispetto a quella che viene descritta oggi nei vangeli canonici. Prendendo quindi in esame il contesto culturale della Giudea sotto la dominazione romana, non stupisce affatto constatare che i concetti di schiavitù e ribellione armata erano considerati perfettamente normali dai primi cristiani. Grazie agli ultimi (ma non solo quelli) ritrovamenti archeologici, possiamo quindi agevolmente “scoprire” tutti i rimaneggiamenti  operati dalla Chiesa Romana sui Vangeli per adattarli di volta in volta ai propri interessi politici e sociali.
Nel 1958 lo studioso americano della Columbia University, Morton Smith (1915 - 1991) scoprì nel Monastero di Mar Saba  nei pressi di Gerusalemme, un antico manoscritto contenente le opere di S. Ignazio di Antiochia,

 tra gli scritti era custodita una lettera “riservata” del Vescovo Clemente di Alessandria (150-215) indirizzata al discepolo Teodoro, in merito alla controversia in atto con i Carpocraziani ( setta gnostica che divulgava una dottrina platonico-cristica) i quali usavano una loro versione del Vangelo secondo Marco impregnata di dottrina squisitamente gnostica. Nella lettera di Clemente,  si svelavano i metodi utilizzati dagli amanuensi della Chiesa per trascrivere ed epurare dai passi indesiderati i testi sacri. Nel documento in questione, Clemente ordina la soppressione di una parte del contenuto originale del Vangelo di Marco, che viene ritenuto “scandaloso” poiché non conforme ai precetti stabiliti:  “Giacchè, anche se dicessero qualcosa di vero, chi ama la verità non dovrebbe ugualmente convenire con loro. Giacchè non tutte le cose vere sono la Verità; né quella verità che sembra vera secondo le opinioni umane dovrebbe essere preferita alla Verità vera: cioè quella secondo la fede”. Naturalmente molti teologi cristiani hanno tentato in ogni modo di screditare Morton Smith, attribuendogli addirittura la falsificazione della lettera di Mar Saba ma nel 2010 la grafologa greca Venetia Anastasopoulou ha redatto per conto della Biblical Archaeology Review, un studio grafologico di confronto tra la lettera di Mar Saba e la scrittura di Smith, scagionandolo completamente.
Duemila anni sono passati e nulla o quasi è cambiato. La Verità ancora oggi, viene tenuta nascosta utilizzando mezzi simili dai media controllati e guidati dalle lobby di potere che indirizzano la conoscenza dove non può nuocere . La Chiesa, pensava ormai di aver messo al sicuro la “Verità scomoda” in oltre mille anni di cancellazioni, epurazioni e massacri, ma non aveva fatto bene i conti con i soliti ignoti, ovvero gli esseni. Nel 1947 nel bel mezzo del deserto della Cisgiordania  vicino alle rovine di Gerico

 e precisamente nelle grotte di Qumran, dalle quali si vede in lontananza il Mar Morto, furono rinvenuti i famosi rotoli manoscritti degli Esseni. Datati con il carbonio 14 ad un’epoca anteriore alla stesura del nuovo testamento , gli scritti in questione contengono i principi etici che riecheggiano nei vangeli, dimostrando così come il nocciolo delle sacre scritture neotestamentarie derivi inequivocabilmente dall’originaria teologia essena nel contesto della storia dei messianici ribelli zeloti, di cui il “vero” Gesù fu un membro di spicco.

Il Professor Robert Eisenman, è stato ordinario di Religioni e Archeologia del Medio Oriente e Direttore dell'Institute for the studies of Judeo-Christian Origins presso la California State University, Long Beach (CSULB). È visiting senior member del Linacre CollegeOxford University e membro del National Endowment for the humanities e dell'Albright Institute of Archaelogical Research a Gerusalemme. È stato inoltre membro dell'Oxford Centre per studi superiori sull'ebraismo. E’ uno dei principali sostenitori della campagna mondiale per il diritto d'accesso ai rotoli del Mar Morto, rimasti inaccessibili fin dalla loro scoperta nel 1947 ad opera di un gruppo di studiosi cattolici guidati dal padre domenicano Roland de Vaux.

Nel 1991-92, come consulente della Huntington Library in San Marino (California), presso la quale era conservata la raccolta completa delle fotografie dei rotoli, decise di aprire i suoi archivi e rendere accessibili gratuitamente alla comunità internazionale degli studiosi i rotoli fino ad allora inediti.
Eisenman contesta la tesi fornita dal gruppo di studiosi, guidati dal domenicano Roland de Vaux, che per primi studiarono i rotoli del Mar Morto, i quali, per le ovvie ragioni menzionate in precedenza,  rifiutano di ascrivere l'origine dei rotoli stessi al I secolo, ma anzi li datano molto più avanti nel tempo. Egli ritiene che i rotoli del Mar Morto siano documenti di ispirazione messianica redatti dalla setta degli Esseno-Zeloti strenui sostenitori dell’indipendenza giudaica dalla dominazione romana, da ottenere (se necessario) con la rivoluzione e le armi e che, infine, si ritirarono a Qumran. Eisenman identifica in Giacomo il Giusto, "fratello di Gesù", il "Maestro di Giustizia" a capo di questo movimento di opposizione fino alla sua morte per ordine del grande sacerdote Anano Ben Anano nel 62. Egli sostiene che la popolarità di Giacomo il Giusto ed i fatti che portarono alla sua morte possano aver scatenato la prima rivolta ebraica contro l'Impero romano, durata dal 66 al 73.
Eisenman, come altri studiosi, è giunto quindi alla conclusione che Giacomo il Giusto ed il suo movimento, fossero contrastati da un erodiano di nome Paolo di Tarso e dai suoi seguaci. La versione della cristianità, che più tardi ebbe la meglio nell'ambiente dei cristiani gentili (i non ebrei) guidati da Paolo, trasformò l'insegnamento militante e di opposizione degli esseno zeloti in una dottrina universale e pacifista denominata cristianesimo.
Le tesi di Eisenman si basano dunque, sugli elementi proto-cristiani  identificati nei rotoli di Qumran, tra cui si evidenziano i palesi contrasti tra i giudeo-cristiani e i seguaci di Paolo per arrivare poi alla dottrina autentica di Gesù e Giacomo.
Eisenman ritiene inoltre che,  la testimonianza fornita da Giuseppe Flavio dell'assassinio da parte di Erode di sua moglie Marianme (l'ultima rappresentante della stirpe dei Maccabei) e dei suoi due figli (di sangue reale ebreo e quindi reali minacce al suo potere), abbia ispirato il racconto della strage degli innocenti del Vangelo secondo Matteo (2:16-18).

3 – NELLE CRONACHE ANTICHE LE PROVE DELLA MANIPOLAZIONE DA PARTE DELLA CHIESA ROMANA

Tutte le fonti storiche indicate dalla chiesa romana a favore della realtà storica del Cristo menzionato nei vangeli canonici, sono arbitrariamente di parte e per nulla probanti. Come già ricordato, dopo la caduta dell’Impero Romano, tutta la conoscenza documentata finì nelle biblioteche della Chiesa, pertanto essa ha avuto modo di manipolare ed epurare tutto ciò che non rifletteva le dottrine da essa propugnate. Tutto ciò avvenne in modo rigoroso e sistematico a partire dal Concilio di Nicea del 325 d.C., epoca in cui l’Imperatore Costantino

 volle creare una dottrina cristiana unitaria ed omogenea, insomma cattolica = “universale”.  Tra le manipolazioni più celebri ed eclatanti, troviamo per esempio le “Decretali” di Isidoro Mercator del IX secolo, le quali vennero redatte allo scopo di accrescere il potere politico papale. Quindi, i documenti storici a cui si appella la Chiesa Romana quando intende sostenere l’autenticità dei propri vangeli poggiano su basi molto deboli come per esempio alcune affermazioni di Giuseppe Flavio, Tacito, Svetonio, Plinio il Giovane, Adriano, Trifone,Marco Aurelio,Epitteto e Publio Lentulo. Come esempio principe comunque si può citare il “Testimonium Flavianum”,

 poiché Giuseppe Flavio di etnia Giudea e profondo conoscitore del movimento esseno-zelota, avendone fatto parte, fu un cronista storico attento e soprattutto grato all’Imperatore Vespasiano che lo graziò dopo la sconfitta dei ribelli di cui faceva parte. Aggregato a Roma presso la corte dell’Imperatore Tito potè godere di agio e libertà fino alla sua morte. Grazie alla politica romana di tolleranza nei confronti di tutte le religioni, Giuseppe Flavio continuò a praticare la fede ebraica è morì quindi nella convinzione assoluta che il Messia dovesse ancora venire, come testimoniato in numerosi brani da lui scritti. Pertanto oggi è unanimemente ritenuto un palese falso da tutti i più importanti studiosi laici (e non solo), il brano a lui ascritto in “Antichità Giudaiche” ( XVIII, 63,64) in cui menziona Pilato, Gesù, la sua crocifissione ed i cristiani che aderirono a lui. (vedi argomentazioni in: Scoperte Archeologiche non autorizzate – di Marco Pizzuti, pag. 14-15-16).
"Quello che dolosamente viene omesso riguardo la storia di Gesù, riguarda le vicende dei suoi apostoli, che guarda caso presentano incredibili analogie con la vicenda di Giuda il Galileo e la famiglia reale asmonea. A rimarcare questa palese mancanza di trasparenza possiamo citare gli studiosi italiani Marcello Craveri, David Donnini, Giancarlo Tranfo, Emilio Salsi, Emilio Bossi, Mario Turone, Aldo Ficarra, Luigi Cascioli, Piero Martinetti ecc…" (Scoperte Archeologiche non autorizzate – di Marco Pizzuti)
Tra i parenti di Giuda il Galileo (i membri della cosiddetta banda dei “boanerghe” = figli del tuono) troviamo infatti alcuni dei nomi e dei soprannomi usati anche da due degli apostoli più vicini a Gesù. Si può quindi escludere un semplice caso di omonimia, perché è evidente che la Chiesa nel passaggio dall’ebraico al greco, ha alterato l’originario significato dei termini per nascondere ogni collegamento dei Vangeli con Gamala, la roccaforte dei rivoltosi e la famiglia di Giuda il Galileo. Non è un caso infatti che i ribelli zeloti vivessero negli stessi posti dei discepoli di Gesù, nello stesso periodo e fossero tutti perseguitati dai romani. I due figli di Giuda identificati con gli apostoli sono dunque Giacomo barjona (che significa “latitante” e non figlio di Jona) e  Simone lo zelota detto “Kefas” (roccia-pietra) per la corporatura robusta e massiccia che divenne poi  San Pietro per i cristiani. Essi erano quindi ribelli zeloti che facevano proselitismo tra la popolazione israelita promettendo l’avvento del regno di Dio ma poi vennero catturati e crocifissi nel 46 sotto il procuratore Tiberio.
Il nome proprio di “Gesù” fece la sua prima comparsa nei Vangeli dopo la traduzione greca del termine ebraico Joshua, un termine che originariamente significava semplicemente “colui che salva”. Con tale espediente è stato possibile nascondere il vero nome proprio del Messia ebraico, oggi universalmente conosciuto come Gesù. Ecco perché la maggior parte degli storici oggi propende per cercare la soluzione all’interno della famiglia di Giuda il Galileo e del clan reale asmoneo. In conclusione, poiché le manipolazioni effettuate dagli ecclesiastici sui documento storici e sui Vangeli non hanno consentito, per ora, conclusioni definitive possiamo aggiungere che il soprannome “nazareno” attribuitogli dalla Chiesa non  significa affatto che abitasse a Nazareth, ma bensì “nazir esseno” e che allo stesso modo quello di “Galileo” era in realtà sinonimo di “ribelle”. La Galilea infatti era la regione dei rivoluzionari controllata dai ribelli zeloti di Giuda, il quale non a caso era detto appunto il Galileo al pari di Gesù.

Bibliografia:

Marco Pizzuti: Scoperte Archeologiche non autorizzate – Ed. Il Punto d’Incontro 2014
 Ugo Zanetti. Les lectionnaires coptes annuels: Basse-Égypte. Louvain-la-Neuve: Publications de         l'Institut Orientaliste de Louvain, 1985.
 Enrico Mazza. La celebrazione eucaristica: Genesi del rito e sviluppo dell'interpretazione.  Cinisello Balsamo: San Paolo, 1996.
Morton Smith: Clement of Alexandria and a secret Gospel of Mark (1973)
Robert Eisenman: The Dead SeaScrolls and the first Christians 1996 – Wikipedia…

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LA VERA STORIA EVOLUTIVA DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA
DI MARCO LA ROSA
E' UN'EDIZIONE OMPHILABS
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mercoledì 23 luglio 2014

LA TRUFFA DEI VACCINI


DEL DR. GIORGIO PATTERA (BIOLOGO)

giorgio.pattera@alice.it

Il sottoscritto, nell'ormai lontano 2009, nel corso della conferenza (VEDI FOTO)

 era stato APERTAMENTE MINACCIATO DI "RADIAZIONE DALL'ALBO DEI BIOLOGI" da parte di un esponente del CICAP presente in sala. Motivo ? 1) - Avevo sostenuto che la "prevista, imminente pandemia" era tutta una montatura mediatica, per terrorizzare la gente ed indurla a vaccinarsi, con gli intrinseci rischi; 2) - Da operatore sanitario, con esperienza ultratrentennale, avevo messo in guardia gli utenti dell'USL di mia competenza sull'inutilità di tale vaccinazione, che alla data della conferenza (11 dicembre) non aveva - per fortuna - superato l'8% di inoculazione; 3) - Da ultima, la considerazione che tutte le rimanenti dosi del vaccino, non utilizzato, non sarebbero state ritirate e COMUNQUE non rimborsate al Ministero della Salute, in quanto il contratto stipulato con la Novartis, già saldato, NON PREVEDEVA RIMBORSI.

Quanto sopra viene confermato dalle recenti notizie di stampa:





La Verità, come la Natura, non ha fretta...

...prima o poi presenta il conto...

G.Pattera

“Si possono ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. Ma non si possono ingannare molte persone per molto tempo”.

(Abramo Lincoln)




EVIDENZE:

1)

Chi ha fatto almeno 5 vaccini anti-influenzali tra il 1970 e il 1980 è 10 volte più esposto al morbo di Alzheimer di colui che ne ha subiti solo uno o due, ha affermato il Dr. Hugh Fudenberg, uno dei leader mondiali in immunologia e genetica. Ciò è dovuto all'alluminio e al mercurio che quasi ogni vaccino anti-influenzale contiene. Il graduale accumulo di alluminio e mercurio nel cervello porta a disfunzioni cognitive, lo ha detto il dr.Fudenberg. Visto che i vaccini anti-influenzali non hanno avuto molto beneficio ha raccomandato di evitarli. Il Dr.Fudenberg ha aggiunto che i vaccini influenzali contengono molte sostanze chimiche tossiche e invece di stimolare il sistema immunitario lo rendono più debole aumentando la probabilità di essere contagiati con l'influenza. Ha detto che i vaccini incidono negativamente sugli organi interni in particolare sul pancreas e l'influenza stagionale potrebbe sviluppare nelle persone con gravi malattie autoimmuni il diabete, il morbo di Addison, l'artrite, l'asma, la sindrome Guillian-Barre, l'epatite, la malattia di Lou Gehrig, il lupus e molte altre. Alcuni vaccini possono anche infliggere invalidità e dolori a vita. Il Dr.Fudenberg ha affermato che non vi è stata una campagna massiccia sul significato delle vaccinazioni contro l'influenza e spiegare che non aveva alcun beneficio perché il Governo Federale (americano) aveva stipulato un contratto del valore di 400 milioni dollari con la GlaxoSmithKline per la fornitura di 50,4 milioni di dosi del vaccino H1N1; solo il 50% circa dello stock è stato usato.
 FONTE
 http://osasapere.it/blog/2011/11/06/immunologo-di-fama-mondiale-condanna-i-vaccini/ H. Hugh Fudenberg, MD: Curriculum Vitae

2)

I dati empirici confermano i sintomi autistici associati con l’esposizione all’alluminio e
paracetamolo.
Sintesi ( il link allo studio completo lo trovate alla fine ) :
Stephanie Seneff, Robert M. Davidson e Liu Jingjing, 18 novembre 2012. Autori: Stephanie
Seneff 1 Robert M. Liu Jingjing Davidson 2 e 1
1) Scienza Informatica e Laboratorio di Intelligenza Artificiale, Massachusetts Institute
of Technology, Cambridge, MA 02139, Stati Uniti d’America
2) Practice Group Medicina, PhyNet, Inc., Longview, TX 75604, USA.
L’autismo è un disturbo caratterizzato dal deterioramento delle capacità cognitive e il
comportamento sociale associato con una compromissione della funzione immunitaria.
L’incidenza di autismo è in aumento in modo allarmante. Quasi sempre si ritiene che i fattori
ambientali svolgono un ruolo importante in questo aumento.
Questo articolo cerca di analizzare la frequenza dei casi secondo i dati delle segnalazioni di
effetti avversi dei vaccini VAERS (Vaccine Eventi avversi Reporting System).
I nostri risultati forniscono una forte evidenza a sostegno di un legame tra autismo e vaccini
in alluminio.
Una revisione della letteratura sulla tossicità di alluminio nella fisiologia umana contribuisce
a confermare i risultati.
Casi di autismo nei dati VAERS continuato ad aumentare alla fine del secolo scorso,
soprattutto quando il mercurio è stato rimosso e progressivamente aumentata la quantità di
alluminio.
Utilizzando tecniche di log-verosimiglianza, abbiamo identificato diversi segni e sintomi che
sono significativamente più frequenti nei rapporti sui vaccini dopo il 2000.
Abbiamo visto casi di cellulite, epilessia, depressione, stanchezza, il dolore e la morte sono
significativamente associati con l’alluminio nei vaccini.
Noi crediamo che i bambini che sono stati diagnosticati con autismo sono particolarmente
vulnerabili ai metalli tossici come l’alluminio e il mercurio a causa dei tassi di inadeguate di
solfato e di glutatione nel siero del sangue.
C’è stata anche una forte correlazione tra autismo e MPR: morbillo, parotite, rosolia (MMR
per il suo acronimo in inglese, francese ROR Rougeole, Orecchioni, rubéole).
Ciò può essere in parte spiegato con un aumento della sensibilità al paracetamolo
somministrato per la febbre.
Scarica il documento originale in inglese relativo allo studio scientifico del MIT:


3)

Influenza A, Novartis finisce sotto accusa: avrebbe gonfiato il prezzo del vaccino

Indagine dei Nas, l'ipotesi è di truffa sul risarcimento pagato dallo Stato in seguito alla sospensione della fornitura del farmaco contro il virus H1N1, dopo la fine dell'allerta pandemia. Il danno per l'erario è di 2,7 milioni di euro

SIENA
Il meccanismo della truffa. La presunta truffa sarebbe legata al risarcimento che nel 2012 lo Stato versò a Novartis per la sospensione della fornitura del vaccino contro l'influenza A(H1N1) del 2009. Il ministero aveva chiesto lo stop nel 2010 in seguito al "cessato allarme" pandemia…

4)

"I vaccini antinfluenzali non sono per tutti".

Tre preziosi consigli degli specialisti

Parlano gli allergologi della SIAIC, Società Italiana Allergologia ed
Immunologia.

Attenzione alle controindicazioni: "Non c’è sicurezza di
una risposta protettiva dai soggetti vaccinati". Il vicepresidente Nettis:
"I vaccini non sono efficaci per tutti: ecco i tre consigli per non
incorrere in effetti indesiderati"

Mercoledì, 31 ottobre 2012 - 15:32:00

Ansia, preoccupazioni e richieste di chiarimenti per i vaccini ritirati dal mercato a causa di
alcuni effetti indesiderati. Nonostante l’arrivo del freddo e l’insorgere delle prime forme
influenzali, ancora non esiste un vaccino che possa combattere la malattia. Ma i vaccini non sono
sempre la soluzione, e occorre fare molta attenzione.
"Si possono avere delle controindicazioni in seguito alla somministrazione del vaccino
antiinfluenzale – spiega il Prof. Eustachio Nettis, Vice Presidente SIAIC, Società Italiana
Allergologia ed Immunologia -. Un’accertata ipersensibilità al principio attivo o a qualsiasi
eccipiente in esso contenuto, allergia all’uovo (anche se, in realtà, è stato osservato che la
concentrazione delle proteine dell’uovo in tali vaccini risulta così bassa da renderli sicuri e ben
tollerati anche in soggetti con allergia all’uovo), alle proteine del pollo, ad antibiotici o alla
formaldeide. La somministrazione del vaccino non deve essere effettuata nei pazienti con affezioni
febbrili o infezioni acute in atto. Non è certo che una risposta protettiva si possa ottenere in tutti i
soggetti vaccinati".
Gli specialisti della SIAIC precisano che, come per tutti i vaccini, la risposta anticorpale può
risultare insufficiente in pazienti affetti da immunodeficit e ridotta in soggetti sottoposti a
trattamento con farmaci immunosoppressori.
La SIAIC, per un corretto uso dei vaccini, fornisce tre consigli:
1) il soggetto da vaccinare deve essere in buono stato di salute (non deve presentare malattie
infettive in atto o stati febbrili),
2) i vaccini antinfluenzali, essendo preparati con virus inattivati, non possono rendersi responsabili
di infezioni da virus influenzali, pertanto, dopo la somministrazione della dose consigliata, il
soggetto vaccinato potrebbe manifestare, a distanza di 6-12 ore lievi e transitorie reazioni
indesiderate (febbre, dolori articolari e muscolari) della durata di 1-2 giorni,
3) qualora si verificassero lievi disturbi post somministrazione, sarebbe opportuno il riposo e, in
caso di necessità, il ricorso a blandi analgesici e/o antipiretici.
Notizie correlate
· La minaccia dei medici toscani: "Non vacciniamo più nessuno"

5)

Vaccini: dirigente Novartis indagato per truffa aggravata

Ipotizzata una truffa nell'ambito della fornitura al ministero della Salute del vaccino contro l'influenza A(H1N1) del 2009. Gli investigatori parlano di un danno all'erario di 2,7 milioni di euro

Siena, 20 giugno 2014 - Sono in corso perquisizioni nelle sedi del gruppo farmaceutico Novartis, a Siena e a Origgio (Varese), nell'ambito di un'inchiesta dei carabinieri del Nas di Firenze, coordinata dalla procura di Siena, che ipotizza una truffa nell'ambito della fornitura al ministero della Salute del vaccino contro l'influenza A(H1N1) del 2009.
In base a quanto si apprende, gli investigatori ipotizzano una truffa legata al risarcimento che nel 2012 lo Stato verso' a Novartis, a cui, nel 2010, in seguito al 'cessato allarme' pandemia, il ministero aveva chiesto l'interruzione della fornitura del vaccino.




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lunedì 21 luglio 2014

"TESLA EXPERIMENTS" ALLA MADRE PIETRA ...

                            SABATO 19 LUGLIO 2014
                                         si è svolto il
                 “Tesla Experiments”
                       all'  Agriturismo La Madre Pietra
                     loc. Pietra - Bobbiano di Travo (PC)
       
                          http://www.lamadrepietra.com/

 Arte, Cultura e Scienza si sono fuse con sincronicità ed hanno dato vita ad una serata speciale organizzata da SPAZIO TESLA
                               http://www.spaziotesla.it/

Alberto Negri & Laura Groppi di Spazio Tesla introducono la serata

Giorgio Pattera & Marco La Rosa  presentano il libro:  L’UOMO KOSMICO

Matteo Ferretti intervistato da Alberto Negri introduce il suo  Progetto "Brain" 
                             http://www.matteoferretti.com/ 

 Marco Umberto Verzella : "Tesla il Genio che viene dal Vuoto"

Tesla Experiments : Gli esperimenti di Nikola Tesla che avrebbero potuto cambiare la storia dell'Umanità, riprodotti direttamente dal vivo da Massimo Vetrugno




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sabato 19 luglio 2014

I CRANI DOLICOCEFALI DI PARACAS: DNA E POLEMICHE ...

UNA STRANA STORIA, CHE SCORRE SUL CONFINE E CHE SCATENA SEMPRE ASPRE POLEMICHE. SARA' UNA BUFALA CHE IL DNA MITOCONDRIALE (QUANDO SALTERA' FUORI IL BENEDETTO REFERTO) DIA UN RESPONSO TOTALMENTE ANOMALO ? UN RESPONSO CHE GIUSTIFICHEREBBE APPIENO, SECONDO IL RICERCATORE INDIPENDENTE BRIEN FOERSTER, UN'IPOTESI EVOLUTIVA ALTERNATIVA E/O "PALEOASTRONAUTICA". AL MOMENTO, PERSONALMENTE, SOSPENDO IL GIUDIZIO E  NON AVENDO NESSUN PREGIUDIZIO SUI RICERCATORI INDIPENDENTI, CHE SEMPRE PIU' SPESSO CI "AZZECCANO" DIMOSTRANDOSI ARGUTI ED INTUITIVI, POICHE' LIBERI DA DOGMI ABLUBINANTI, DICO CHE VALE LA PENA APPROFONDIRE E NON LIQUIDARE SEMPLICISTICAMENTE COME "BUFALA". ANCHE SE SCOMODO, IL MISTERO ESISTE, COME ESISTONO LE ANTICHE CRONACHE SPARSE PER IL MONDO CHE NARRANO DI ALTRE CREATURE VENUTE DA LASSU'... DA MOLTO LONTANO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO...

 PER PAR CONDICIO, VI PRESENTO LA STORIA DEI TESCHI DI PARACAS COSI' COME DIVULGATA DA "ANCIENT ORIGINS" (TRADUZ. DA: "IL NAVIGATORE CURIOSO") E POI COME TRATTATA E LIQUIDATA SCETTICAMENTE DA "WIRED.IT" .  BUONA LETTURA

MLR


Esiste una curiosa usanza che sembra accomunare culture distanti nel tempio e nello spazio: la pratica dell'allungamento del cranio. Perchè le culture precolombiane del centro america e quella egizia condividono questa stessa tradizione? Sembra chiaro che questa curiosa tradizione sia stata molto importante per i nostri antenati, tanto da tramandarla fino all’epoca moderna. In un articolo interessante, Brien Foerster cerca nuove risposte ad un enigma che affonda le radici nella notte dei tempi.
A poche ore d’auto a sud di Lima, in Perù, si trova la penisola di Paracas, di cui parte è diventata una riserva ecologica dove è possibile vedere animali selvatici come i leoni marini, e una miriade di specie di uccelli marini. La zona è incredibilmente ricca di frutti di mare e c’è abbondante acqua fresca appena sotto la superficie delle sabbie del deserto, aspetto che la rende particolarmente adatta per l’irrigazione agricola. Tutte queste caratteristiche ne fanno un luogo molto vivibile per gli insediamenti umani. Infatti, numerosi strumenti in pietra databili a circa 8 mila anni fa sono stati rinvenuti nella zona. Uno dei più autorevoli archeologi peruviani che ha studiato il sito è Julio Tello, che nel 1928 ha eseguito diversi scavi nell’area settentrionale della penisola. Il suo lavoro consentì la scoperta di un grande ed elaborato cimitero, nel quale ogni tomba conteneva intere famiglie mummificate, ogni membro delle quali era avvolto in ricche stoffe di cotone finemente lavorate. Tello portò alla luce anche i resti di diverse abitazioni sotterranee, rivelatesi poi così numerose da estendere il villaggio per quasi 2 chilometri sulla costa.
Ma i reperti più interessanti furono i teschi, alcuni dei quali enormemente allungati. Il nome scientifico di tale caratteristica è “dolicocefalia”. La maggior parte dei crani che presenta questa condizione,  riscontrabile  in diverse altre culture antiche sparse per il mondo,  si otteneva attraverso la compressione costante del cranio (in tenera età) con bendaggi molto stretti.
Esempi di questa tecnica, di cui si hanno notizie recenti anche su bambini nel Congo e nell’Isola di Venatu, sono state osservati nell’antico Egitto, in Sudan, Iraq, Siria, Russia, Isola di Malta, ma anche in luoghi come il Perù e la Bolivia, e addirittura tra gli antichi Olmechi del Messico.
Come spiega Brien Foerster nell’articolo pubblicato dal Ancient Origins, la caratteristica di questa tecnica è quella di cambiare la forma del cranio modificandone la struttura ossea, ma non il volume effettivo. Tuttavia, Tello rinvenne circa 300 teschi che presentavano un volume cranico maggiore rispetto al normale, fino al 25 per cento in più. Come è possibile?

E’ evidente che ci si trova di fronte a due tecniche di allungamento differenti: una ottenuta per via meccanica, applicando un condizionamento alla crescita del cranio duttile di un neonato, e una ottenuta per via genetica. Come spiegare le dimensioni maggiorate dei teschi di Paracas? Qualcuno ha ipotizzato che si tratti di idrocefalia, o di qualche altra condizione clinica.
L’ipotesi è del tutto inaccettabile secondo Foerster, dato che l’idrocefalia tende a espandere il cranio in maniera uniforme, rendendolo più sferico che allungato. Inoltre, l’elevato numero di teschi sfida ogni ragionevole statistica sulla frequenza di tale disturbo. Inoltre, i teschi di Paracas, in media, pesano il 60 per cento in più dei teschi umani contemporanei provenienti dalla stessa zona.

Tello riteneva che i Paracas fossero legati al popolo della cultura Chavin, lo stesso che ha realizzato il famoso sito megalitico di Chavin de Huantar, basando la sua supposizione sulle somiglianze nei disegni e nei motivi decorativi della ceramica, in particolare nelle figure dei felini.
Tuttavia, Brien Foerster, che studia da anni queste antiche popolazioni, presentando i suoi risultati sul sito hiddenincatours.com, sottolinea che nessun cranio allungato è mai stato trovato nella zona in cui i Chavin vivevano, a nord di Lima e che quindi i Paracas non possono essere con essi imparentati.  Ma dal momento che Tello era considerato uno dei massimi esperti in Perù,  datò la cultura Chavin collocando la sua esistenza tra il 900 e il 200 a.C., e applicò la stessa cronologia alla cultura Paracas ponendola tra il 700 a.C. e il 100 a.C, nessuno mai ha avuto l’interesse e il coraggio di confutare la linea temporale proposta dal famoso archeologo, almeno fino ad ora.

Il test del DNA eseguito nel 2010 da un team tedesco su alcuni teschi, indica definitivamente che i Chavin e Paracas non erano geneticamente correlati. Anzi, i Paracas non sembrano imparentati con nessun altra popolazione passata esistita in Perù.

Dato che non sono stati ritrovati crani allungati nelle zone occupate dalla cultura Chavin e che il test del DNA sembra confermare che Paracas e Chavin non sono correlati geneticamente, Foerster ipotizza che i Paracas siano i discendenti di una cultura precedente, molto più antica, dalla quale avrebbero ereditato la tecnica di allungamento del cranio.
Come hanno rivelato alcuni ritrovamenti recenti, la popolazione Paracas sembra aver occupato l’area di Nazca prima dell’arrivo delle popolazioni tribali, e potrebbero essere stati i creatori dei famosi geoglifi (Linee di Nazca) della pianura. A sostegno di questa tesi ci sarebbe l’enigmatico Candelabro delle Ande (anche conosciuto come il Candelabro di Paracas),

 un gigantesco geroglifo (183 metri di altezza e più di 100 di larghezza) realizzato sul pendio di una grande collina nella parte settentrionale della penisola, ottenuto asportando lo strato più superficiale del terreno per 50-60 centimetri.
Il mistero sull’origine e sullo scopo del manufatto è ancora da svelare, non essendo chiara neanche la sua antichità. Sono in molti a ritenere che il geoglifo sia da porre in relazione con le vicine Linee di Nazca, spesso interpretate come segnali di antichissime “piste di atterraggio” per misteriosi mezzi volanti di origine aliena. Se così fosse, il Candelabro, orientato verso Nord-Ovest, avrebbe avuto la funzione di indicatore di direzione per i mezzi volanti. (?)
Altri ricercatori, invece, lo considerano un antico simbolo dei Cabeza Larga (Testa Larga), la misteriosa popolazione scoperta sulla penisola di Paracas nel 1960 da Frédéric Engel e che risalirebbe al Periodo Arcaico Andino, circa 3 mila a.C. In tal caso il Candelabro sarebbe la testimonianza delle scomparse e poco conosciute culture sviluppatesi oltre 5 mila anni fa in America centrale.
Ad avvalorare l’antichità della cultura Paracas, ci sarebbe lo sconcertante legame con le usanze dell’antico Egitto. Quando il faraone Akhenaton salì al potere, intorno al 1350 a.C., numerose effige lo ritraggono con un’evidente allungamento del teschio. La stessa consorte Nefertiti è raffigurata con la stessa deformazione cranica.



 E’ possibile che la cultura Paracas e la cultura Egizia siano le dirette discendenti di un’unica cultura arcaica caratterizzata dal pronunciato allungamento del cranio? In alcune culture si tramanda che la pratica della deformazione cranica sia stata comandata dagli dèi discesi sulla Terra. Un’antica tradizione polinesiana ci informa chiaramente che questa pratica è stata insegnata loro da un gruppo di persone dalla pelle chiara la cui casa era nel cielo.

In America Centrale ci sono racconti analoghi, secondo i quali gli dèi discesi dal cielo comandarono questa pratica agli antenati dei nativi americani. In Perù si tramanda che il dio Manco Capac ordinò di praticare le deformazioni in modo che i figli potessero essere deboli, sottomessi ed obbedienti. Comunque, sembra chiaro che questa curiosa tradizione è stata molto importante per i nostri antenati, tanto da tramandarla fino all’epoca moderna, perdendone, tuttavia, il significato originario.

http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/12/28/crani-umani-allungati-possibili-prove-di-una-perduta-stirpe-umana-oppure-di-qualcun-altro/

VIDEO INTERVISTA A BRIEN FOERSTER:



IL PUNTO DI VISTA SCETTICO: 

da:

"Gli strani crani ritrovati nella penisola peruviana apparterrebbero a una specie di ominide sconosciuta. Peccato sia tutta una montatura

 di: Stefano Dalla Casa

Dopo il genoma del bigfoot, preparatevi al genoma degli alieni di Paracas. … è partito dal sito Ancient Origins un fitto tam tam su nuovi dati che proverebbero gli strani crani trovati nell’omonima penisola peruviana come appartenenti a una specie di ominide sconosciuta. Forse la prova di una razza aliena?
Prima un po’ di storia: alla fine degli anni ‘20 del secolo scorso gli scavi dell’archeologo Julio Tello portarono alla luce i resti di una società andina fiorita tra l’VII e il I secolo avanti Cristo. La cultura Paracas, imparentata con quella di Nazca immediatamente successiva, è interessante per diversi aspetti, per esempio per gli elaboratissimi tessuti, ma il suo nome è ora indissolubilmente legato agli strani crani allungati rinvenuti nella necropoli.
I crani, che oggi si trovano al Museo Regional de Ica accanto agli altri reperti, sono effettivamente impressionanti da guardare, ma la loro spiegazione è molto terrena: come tante culture mesomericane, tra cui Maya, Inca e naturalmente Nazca, i Paracas oltre a praticarne regolarmente la trapanazione si dilettavano a modificare artificialmente la forma dei crani, intrappolando la testa ancora in crescita con elaborate fasciature.
La modifica deliberata del cranio, come di altre parti del corpo, ha un valore simbolico-culturale ed è nota, a partire già dal neolitico, anche in molte altre società sia del Vecchio che del Nuovo Mondo.
Nessun mistero quindi, ma come per i disegni di Nazca le spiegazioni più prosaiche non hanno tanto appeal quanto quelle pseudoscientifiche, e in particolare il ricercatore indipendente Brien Foerster (privo naturalmente di qualunque qualifica accademica) si è fatto pubblicamente portavoce della teoria secondo cui la deformazione cranica veniva praticata per assomigliare ad antichi esseri superiori provenienti dalle stelle, mentre i crani di Paracas in particolare sarebbero diversi da tutti gli altri in quanto con un volume cranico sensibilmente maggiore: che si tratti forse di veri e propri resti alieni, almeno in parte? Foerster, regolare esperto nella risibile serie di History Channel Enigmi Alieni (quella da cui è nato questo spassosissimo meme), nel 2012 ha anche dato alle stampe con una casa editrice altamente specializzata il libro “The Enigma of Cranial Deformation: Elongated Skulls of the Ancients”.
E pochi giorni fa Foerster ha sganciato un’altra bomba: secondo quanto afferma “un genetista statunitense” (mai nominato) uno dei teschi “ha il mtDna (dna mitocondriale) con mutazioni sconosciute in qualsiasi uomo, primate o animale a noi noto” che ci metterebbero di fronte a “un nuovo tipo di essere umano, molto distante da Homo sapiens, Neanderthal e Denisova”.
La blogger scettica Sharon Hill sul sito Doubtuful News ha cercato di ricostruire i retroscena dell’annuncio, evidenziando come la faccenda si stia evolvendo in modo del tutto simile a quella della pubblicazione del genoma del bigfoot.
Prima di tutto, nessuna reale istituzione scientifica è stata coinvolta: circa due anni fa il museo ha affidato i campioni (resti di capelli, pelle, denti e osso) a Lloyd Pye, un altro celebre ricercatore indipendente con idee simili a quelle di Foerster, convinto fino alla sua morte nel 2013 che il teschio deforme (probabilmente di un individuo idrocefalo) soprannominato Starchild (lo avrete senz’altro visto a Voyager, non negate) fosse appartenuto a un ibrido umano-alieno, nonostante test genetici (veri) avessero smentito ulteriormente la bislacca ipotesi.

Pye avrebbe poi affidato almeno qualche campione a Melba Ketchum, la genetista che si è appunto auto-pubblicata il paper sul genoma del bigfoot fondando una rivista ad hoc, anche se, sempre stando a Foerster, non sarebbe lei la fonte degli entusiasmanti “risultati preliminari” e il misterioso genetista è ancora senza nome.
Sarebbe insomma un nuovo caso da manuale di scienza per conferenza stampa, dove deliberatamente ci si costruisce una credibilità coi media scavalcando lo scomodo processo della revisione paritaria, e il tutto reso ancor più paradossale dal fatto che la banda delle persone coinvolte è ben nota.
Foerster in questa intervista per la radio The People Voice è già sulla difensiva: “sfortunatamente gli scienziati convenzionali hanno un sacco di difficoltà a confrontarsi con una varietà di cose… stiamo anche cominciando a mettere in discussione tutta questa idea del paradigma dell’evoluzione darwiniana…è una teoria così frammentaria… e credo ci siano troppe persone che pensano che sia solida scienza, provata, cosa che io non penso nonostante sia di formazione biologo”.
Rimaniamo nella fiduciosa attesa di uno speciale di Voyager e Mistero sulle nozze tra creazionismo e ufologia: parafrasando le cronache di un vecchio dibattito, saremo alieni per parte di madre o per parte di padre?





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