IL RISVEGLIO DEL CADUCEO DORMIENTE: la vera genesi dell'Homo sapiens

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VIDEO SINOSSI DELL'UOMO KOSMICO

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Con questo libro Marco La Rosa ha vinto il
PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO
ALTIPIANI DI ARCINAZZO 2014
* MISTERI DELLA STORIA *

con il patrocinio di: • Associazione socio-culturale ITALIA MIA di Roma, • Regione Lazio, • Provincia di Roma, • Comune di Arcinazzo Romano, e in collaborazione con • Associazione Promedia • PerlawebTV, e con la partnership dei siti internet • www.luoghimisteriosi.it • www.ilpuntosulmistero.it

LA NUOVA CONOSCENZA

martedì 6 dicembre 2016

PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO 2016



TEATRO COMUNALE “ANTARES”, CECCANO (FR)  – SABATO 10 DICEMBRE 2016 – ORE 09.00.

I PREMIATI ed alcuni dei PROTAGONISTI ed OSPITI, sia italiani che stranieri, dell’edizione 2016 del PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO.

Ringraziamo tutti questi grandi personaggi del mondo della cultura, della divulgazione, della scienza, del giornalismo, dell’arte, dello studio e ricerca, per aver accettato il nostro invito e per  essere con noi SABATO 10 DICEMBRE 2016:

MARCO COLUMBRO, MASSIMO CORBUCCI, RINO DI STEFANO, DAVIDE BUSATO, GLAUCO CARTOCCI, ROBERTA HIDALGO, GIANMARCO BRAGADIN, FRANCESCO ROSELLI, ROBERT BAUVAL, JEFF SAWARD, KIMBERLY SAWARD, SELMA SEVENHUIJSEN, AGNES G. VAN DE BEEK, ADRIANO FORGIONE, ENRICO BACCARINI, OSVALDO CARIGI, GIORGIO PATTERA, MARCO LA ROSA, MARCO BULLONI, ISABELLA DALLA VECCHIA, SERGIO SUCCU, MARIA CHIARA MOSCOLINI, GIANCARLO MAROVELLI…


sabato 3 dicembre 2016

ANNICHILAZIONE MATERIA - ANTIMATERIA (AMA) E...SACRA SINDONE



SEGNALATO DA GABRIELE MORA

STRANI FENOMENI ELETTROMAGNETICI AL SANTO SEPOLCRO. UN COLLEGAMENTO CON LA SINDONE?

di: Marco Tosatti




“Mi ha colpito, e incuriosito, una notizia pubblicata da Aleteia sui lavori svolti al Santa Sepolcro, a Gerusalemme. Nel corso della rimozione della lastra di marmo che copriva il luogo in cui la tradizione vuole sia stato sepolto il Signore, avvenuta fra il 26 e il 28 ottobre, scienziati e religiosi hanno avuto accesso al luogo. E immediatamente dopo si sono sparse alcune voci. La prima è che quando si è sollevata la lastra, i presenti hanno percepito “Un dolce aroma” emanare dalla tomba. Questa sensazione olfattiva è qualche cosa che ricorda le emanazioni – profumo di rose, profumo di viole, o, appunto, aromi – associate ad alcuni santi; sia quando erano ancora in vita, sia dopo la morte. Inoltre sembra che alcuni strumenti di misurazione elettromagnetica impiegati dagli scienziati che partecipavano all’operazione di apertura si siano comportati in maniera totalmente anomala. Quando venivano collocati in verticale sulla pietra, sulla quale si vuole che sia stato deposto il corpo di Cristo avvolto nel telo sindonico, funzionavano con disturbi, o non funzionavano affatto. Secondo Aleteia “La direttrice dei lavori, Antonia Moropoulou, ha affermato che è difficile immaginare che qualcuno abbia messo a rischio la propria reputazione per un ‘trucco pubblicitario’”. Come rileva giustamente Aleteia, l’evento è eccezionale, e di grandissima importanza: “È stata la prima volta in quasi due millenni gli scienziati sono riusciti a entrare a contatto con la pietra originale sulla quale venne deposto il Santissimo Corpo di Gesù Cristo avvolto nei panni mortuari, il più famoso dei quali è la Sacra Sindone”. Già, la Sindone. Leggendo questa notizia mi è tornata alla mente l’ipotesi avanzata da Giuseppe Baldacchini, e i lavori compiuti da questo scienziato e dalla sua squadra per risolvere il mistero dell’immagine sindonica. Giuseppe Baldacchini è un fisico, già dirigente presso il Centro di Ricerca ENEA di Frascati, Roma Atomic, Molecular and Optical Physics, Condensed Matter Physics, Cryogenics. Dando per scontato che il corpo contenuto nel telo sia svanito, e non sia stato portato via, e che il telo stesso non sia un falso, secondo Baldacchini “L’unico fenomeno conosciuto in Fisica che conduca alla sparizione completa della massa con produzione di energia equivalente è il processo di annichilazione materia-antimateria (AMA), che oggi può essere riprodotto solo a livello subatomico nei laboratori di particelle elementari, ma che è stato invece dominante subito dopo il Big Bang, cioè negli istanti iniziali di esistenza del nostro universo”. L’immagine della Sindone, che costituisce sicuramente un grande interrogativo dal punto di vista chimico e fisico, si sarebbe formata grazie a un lampo di luce fortissima. Baldacchini rispondeva così a una domanda sulla formazione dell’immagine: “Quella è stata, in realtà, la parte – che riguarda la Sindone – che mi ha interessato di più fin dall’inizio, nel senso che la mia preparazione di fisico mi ha permesso di fare delle ipotesi sulla possibilità che l’immagine fosse dovuta ad un’esplosione di energia. E questa ipotesi è stata verificata in laboratorio con l’uso di sorgenti laser molto particolari. Dopo un lungo lavoro, abbiamo dimostrato che in realtà in certe condizioni queste sorgenti laser possono produrre le immagini simil-sindoniche. È chiaro che con queste sorgenti veniva simulata un’esplosione di luce. Quindi che un lampo di luce che abbia prodotto questa Sindone è stato corroborato da misure scientifiche di un certo spessore”. Potrebbe esserci qualche collegamento fra gli esperimenti compiuti con il Laser da Baldacchini, la sua teoria dell’annichilamento, e le anomalie inspiegabili avvenute agli strumenti di misurazione elettromagnetica posti sul sepolcro? L’interrogativo e quantomeno affascinante”.


PER APPROFONDIMENTI:






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LA VERA "GENESI" DELL'UOMO E' COME CI HANNO SEMPRE RACCONTATO? OPPURE E' UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA?

"L'UOMO KOSMICO", TEORIA DI UN'EVOLUZIONE NON RICONOSCIUTA"
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DI MARCO LA ROSA
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martedì 29 novembre 2016

CRIOCONSERVAZIONE, RISVEGLIO E ...COSCIENZA


SEGNALATO DAL DR. GIUSEPPE COTELLESSA (ENEA)

C'è chi ipotizza sia possibile essere 'conservati' alla morte fino alla scoperta di nuove cure, ma è una teoria che presenta limiti tecnici, medici e non ultimi etici. 

Crioconservazione post mortem :

Ma cos'è la "criogenesi", o meglio la crioconservazione post mortem. Per spiegarlo bisogna partire dall'ibernazione, che è una condizione biologica in cui le funzioni vitali sono ridotte al minimo, il battito cardiaco e la respirazione rallentano, il metabolismo si riduce e la temperatura corporea si abbassa. Negli animali la troviamo in forma di letargo o anche come ipotermia preventiva in medicina. Per non parlare di quanto il tema sia caro alla fantascienza. In medicina, e specialmente in chirurgia, si parla di ipotermia preventiva per l'abbassamento artificiale della temperatura corporea del paziente per ridurne i processi vitali durante particolari interventi chirurgici, tipo di cardiochirurgia e neurochirurgia e in alcuni pazienti che hanno subito ipossia cerebrale. Ma siamo ancora lontani dal punto di congelamento. Altro caso si ha con la conservazione di spermatozoi ed embrioni umani grazie all'azoto liquido, è detta crioconservazione, che non riesce però con parti più grandi del corpo a causa di motivi tecnici legati alla velocità di congelamento e scongelamento. Anche se alcune teorie ipotizzano la possibilità di ibernare un intero individuo prima della morte cerebrale in caso di coma irreversibile, oppure per evitare la morte a causa di un male incurabile, in attesa di future cure, restano ancora senza un riscontro scientifico. Dal punto di vista etico e legale quindi è possibile solo la crioconservazione di corpi morti, che cerca di sfruttare il lasso di tempo che passa dal blocco del battito cardiaco alla morte cerebrale, effettuando così il congelamento in modo da conservare intatte le strutture nervose. I sostenitori di questa tecnica credono che in futuro dovrebbe essere possibile sviluppare una tecnologia in grado di ripristinare completamente le funzioni vitali dei corpi ibernati. Il corpo, al momento del risveglio, tornerebbe come prima dell'ibernazione senza invecchiamento. Ma è una teoria che presenta molti limiti. Alla base c'è l'idea di 'prendere tempo' nella speranza quando si verrà scongelati esistano nuove tecnologie che permettano di rigenerare, sostituire e ristrutturare i tessuti vecchi e il corpo ormai sulla soglia della morte. Intanto l'ibernazione non è in grado di ringiovanire il corpo e quindi di allungarne la vita, ma ritarda solo l'invecchiamento non lo rallenta. I limiti della teoria si sovrappongono a quelli della tecnica.  Intanto non bisogna confondere il congelamento con la vetrificazione. In caso di congelamento si ha il limite delle 24 ore al primo scongelamento, ed è possibile una volta sola, pena la putrefazione al momento dello scongelamento a causa dei batteri dei tessuti che risultano rafforzati e più reattivi una volta scongelati. Gli stessi embrioni, congelati in azoto liquido a circa -197 °C, le temperature dette criogeniche, non sopravvivono più di 5 anni. Si presume quindi che gli stessi organi dentro il corpo in azoto liquido non possano durare anni o secoli: le cellule probabilmente degenerano per qualche reazione chimica di denaturazione delle proteine e di rottura della catene di DNA portando alla morte di quelle scongelate. Finora non si è mai tentato di riportare in vita un corpo ibernato. Tutti i corpi ibernati fino ad oggi appartenevano a persone legalmente morte a cui veniva vetrificato il corpo con l'azoto liquido a meno di 200 gradi sotto zero. L'ibernazione post mortem, come nel caso della ragazzina britannica, si basa sulla vetrificazione, un processo che crea una situazione in cui i liquidi corporei addizionati a sostanze antigelo si condensano e vetrificano senza cristallizzare e quindi senza danneggiare le pareti cellulari. Le cellule con la vetrificazione restano sospese e una volta scongelate risultano funzionali. In teoria la crioconservazione rallenterebbe l'invecchiamento, senza fermarlo, e, dopo lo scongelamento, non altererebbe i processi biologici dell'individuo. La crioconservazione post mortem presenta quindi alcuni limiti: la rottura delle membrane cellulari da parte dei cristalli di ghiaccio che dovessero formarsi; la formazione di rotture del corpo ibernato sottoposto alla tensione dei diversi tessuti che hanno coefficienti di dilatazione diversi; la difficoltà allo scongelamento contemporaneo di tutte le parti del corpo.Il primo punto è già quasi risolto grazie all'utilizzo di una una soluzione vetrificante che sostituita al sangue apporta antiossidanti e sostanze che impediscono la formazione di cristalli di ghiaccio. Si spera che le tecnologie che possano portare allo scongelamento del corpo e successivamente alla riparazione della parti danneggiate e corrotte siano sufficientemente potenti da poter operare sugli inevitabili danni ai tessuti nervosi e sulle cause della morte.

RIFLESSIONE:

Tutto questo può considerarsi avulso dal concetto di ANIMA-COSCIENZA? 
Dove si "rifugia" la nostra anima o coscienza nel frattempo?
Ammesso e non concesso che ci possa essere una sorta di "risveglio" dal crio-sonno, saremmo ancora "NOI" all'interno del nostro corpo...oppure...

MLR 

Da:


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sabato 26 novembre 2016

DALLE TEORIE RIFIUTATE...ALLA DIAGNOSTICA PRECOCE E NON INVASIVA...



...UNA GRANDE SERATA ALL'INSEGNA DELLA RICERCA E DELLA "SCIENZA RESPINTA"

di Marco La Rosa

In concomitanza alla presentazione dell’ultimo lavoro di Marco La Rosa e Giorgio Pattera, risultato del costante impegno di ricercatori “scomodi”, è stato presentato nuovamente, con un notevole successo di pubblico, il BIOSCANNER® TRIMPROB TM , apparecchiatura sanitaria in dotazione al Dr.Pattera, che si avvale di una ultra-trentennale esperienza in ambito biologico. TRIMPROB è in grado di effettuare analisi diagnostiche sulle condizioni di assorbimento energetico di cellule, tessuti ed organi del corpo umano, consentendo una diagnostica "precoce" e non invasiva, del tutto innovativa e completamente affidabile. L'inventore del sistema, il Fisico Prof. Clarbruno Vedruccio, insieme alla fondamentale collaborazione della moglie Carla che lo ha affiancato fin dall'inizio, ha illustrato magistralmente tutti gli aspetti tecnici e pratici catalizzando l'attenzione del folto pubblico, ed insieme ad Dr. Pattera ha poi mostrato il BIOSCANNER  in funzione. 


BIOSCANNER® TRIMPROB TM

Prodotto dalla Galileo Avionica S.p.A., distribuito dalla TrimProbe S.p.A. (ambedue del Gruppo Finmeccanica) fino a gennaio 2008 su licenza di utilizzo  brevetto del dr. Clarbruno Vedruccio.

CARATTERISTICHE:

Il Bioscanner® TRIMprob  (Tissue Resonance Interaction Method probe) è un dispositivo diagnostico in possesso del marchio CE quale “sistema elettromedicale per la diagnostica non invasiva”; iscritto nel Repertorio dei Dispositivi Medici del Servizio Sanitario Nazionale. 


Il dispositivo consiste in una sonda che, emettendo un campo elettromagnetico di esigua potenza, effettua un’analisi non invasiva dei tessuti che consente di rilevare la presenza di stati patologici (tra cui di particolare importanza le formazioni tumorali), e in un ricevitore che, mediante un programma software dedicato, consente di visualizzare l’interazione della sonda emettitrice con i tessuti e di registrare i test effettuati. L’emissione elettromagnetica consiste nella generazione, con modalità peculiari, di tre frequenze in banda UHF (intorno a 460, 920 e 1350 MHz), ognuna delle quali è associata all’eventuale risposta generata da tessuti di tipologia differente; in particolare, il segnale sulla prima frequenza interagisce con le formazioni tumorali evidenziando sul display del sistema un abbassamento della riga spettrale.



CERTIFICAZIONI :






Risultati dei principali studi clinici col  Bioscanner ®  TRIMprob™   pubblicati:


DIFFUSIONE:

ITALIA:

Il TRIMprob  trova al momento consolidata applicazione per la prostata e per la vescica. Il test è attualmente effettuabile presso una cinquantina di centri pubblici e/o privati in varie regioni italiane.

 Una ventina di sistemi sono attualmente presenti in alcuni paesi esteri. Tra questi:

Francia, Belgio, Svezia,  Brasile, Malesia, Iran, Giappone, Turchia.

PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE:

Prodotto dalla Galileo Avionica S.p.A., distribuito dalla TRIMPROBE S.p.A. (ambedue del Gruppo Finmeccanica) fino a gennaio 2008 su licenza di utilizzo  brevetto del dr. Clarbruno Vedruccio.


Attualmente è in fase di organizzazione la nuova gestione.



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venerdì 25 novembre 2016

SCOPERTA "SEQUENZA ALIENA" DI DNA NEI PAZIENTI CON LEUCEMIA


Segnalato dal Dr. GIORGIO PATTERA (Biologo)

Uno studio dell'Università Studi di Milano e Ospedale Niguarda individua materiale genetico non umano, probabilmente virale o batterico, in metà dei pazienti affetti da leucemia mieloide acuta. E apre la strada a nuove possibili terapie.

LA LEUCEMIA mieloide acuta potrebbe avere un'origine virale o batterica. È la conclusione di uno studio tutto italiano pubblicato su Scientific Reports e completamente autofinanziato con il sostegno delle associazioni di volontariato. I ricercatori dell'Università degli Studi di Milano e gli ematologi dell'ospedale Niguarda hanno scoperto che c'è una correlazione tra la malattia e una porzione di Dna presente nelle cellule leucemiche che non è di tipo umano. Già in precedenza lo stesso gruppo di ricerca aveva notato che nelle cellule tumorali veniva sovra espressa una determinata proteina, denominata WNT10B. “Siamo andati a ritroso e ci siamo chiesti chi impartisse questo ordine in grado di attivare un loop auto-proliferativo senza interruzione" raccontano Alessandro Beghini e Roberto Cairoli. Analizzando quindi 125 pazienti trattati al Niguarda hanno così individuato, nel 56% delle leucemie mieloidi acute, una sequenza di Dna che sicuramente non è di origine umana. Per individuare la giusta variante dell'oncogene WNT10B i ricercatori hanno usato tecniche di biologia molecolare molto avanzate e usate in pochi centri nel mondo. Ma è grazie a tecnologie meno avanzate che hanno individuato "l'intruso". "Ha giocato un ruolo fondamentale l'uso di sequenziatori automatici diciamo un po' vintage — svelano Cairoli e Beghini — e non completamente al passo con le più moderne tecnologie. E questa è stata la nostra fortuna perché i macchinari di ultima generazione avrebbero scartato le sequenze non umane in automatico senza analizzarle”. Si tratta di una scoperta che apre nuove strade di ricerca volte a risalire alla specie a cui appartiene questa sequenza di Dna e ai meccanismi che hanno portato all'incorporazione in cellule umane. Ma le ricadute possono rivelarsi decisive sul piano terapeutico perchè di fatto si è scoperto un nuovo target per le terapie a bersaglio molecolare. Una buona notizia per i pazienti affetti da una malattia che ha un'incidenza di 2000 nuovi casi l'anno, colpendo prevalentemente gli uomini di età superiore ai 60 anni.

Da:

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martedì 22 novembre 2016

SPECCHIO...SPECCHIO...



SEGNALATO DA GABRIELE MORA

L'ENIGMA DEGLI SPECCHI CONCAVI: GLI SPECCHI DI KOZYREV E LA "MACCHINA DEL TEMPO" DI VIKTOR BULAEV.


“Da millenni gli specchi sono considerati “finestre” aperte sull’Altro Mondo, popolato dalle anime dei defunti e dalle entità...  Appresi sin dall’infanzia che la rottura di uno specchio presagiva sfortuna, e se qualcuno moriva, tutti gli specchi della casa  dovevano essere coperti... tuttavia, la divinazione con due specchi messi uno di fronte all’altro che formano un corridoio infinito, e  due candele accese, nelle campagne russe è da sempre  considerata tanto significativa quanto pericolosa (c’era chi sveniva per eccesso di paura o a causa di quello che vedeva nel corridoio di specchi). Anche gli specchi concavi spesso erano usati per scopi magici, i maghi credevano che tale forma aiutasse a raccogliere la “luce astrale”. L’uso magico degli specchi concavi è stato provato dai numerosi ritrovamenti  in molte culture antiche di tutto il mondo.

Che cosa sono gli specchi concavi?

Sono antenne che ricevono e trasmettono, basta vedere le moderne antenne paraboliche. Caratteristiche simili anche dei cosiddetti “specchi di Kozyrev”, eminente scienziato, una delle menti più brillanti del XX secolo.All'inizio degli anni 90' questi specchi furono sperimentati nel corso degli studi sui fenomeni ESP presso l'istituto della Medicina Sperimentale dell'Accademia delle Scienze della Siberia (Novosibirsk). L'equipe dei ricercatori fu guidata dell'accademico Kaznacheev. Le persone messe dentro queste spirali cilindriche sperimentavano vari stadi di coscienza alterata quale uscita dal corpo, contatti telepatici, telecinesi, oppure vedevano degli avvenimenti accaduti molto tempo prima. Gli studi però, furono interrotti per motivi di sicurezza, dato che si verificarono dei fenomeni a cui era difficile dare una spiegazione. Secondo le teorie di Kozyrev, dentro queste camere (si usavano la camere con 2 o 3 specchi concavi) il tempo diventava più "denso" amplificando ma allo stesso tempo rallentando le bio-energie e le psico- energie delle persone oggetto di esperimento. Secondo lo scienziato ciò dimostra l'esistenza dei campi informazionali  e della risonanza morfica, cioè la possibilità di ricevere l'informazione al di là del tempo  e dello spazio. C'è da dire che in tutti i casi si era trattato del sistema «uomo-specchio», e lo specchio di Kozirev conferiva alle persone poteri quasi magici. Le donne risultarono chiaramente più ricettive alle energie sottili, come pure le persone più preparate (anche spiritualmente)  ottenevamo maggiori risultati…”



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sabato 19 novembre 2016

RADIAZIONI E PREVENZIONE FARMACOLOGICA DEI TUMORI



Del Dr. GIUSEPPE DI BELLA

Premessa:

"Inquinamento atmosferico radioattivo e prevenzione farmacologica dei tumori"

Entro i primi mesi del prossimo anno dovrei poter pubblicare un libro sulla prevenzione farmacologica dei tumori essenzialmente con componenti del Metodo Di Bella. La maggior parte dei componenti della prevenzione, non solo sono particolarmente attivi, ma rappresentano l’unica reale possibilità di poter almeno contenere l’altissimo rischio cancerogeno e degenerativo delle radiazioni ionizzanti da inquinamento radioattivo.  Mentre è nota, discussa, l’induzione cancerogena per inquinamento ambientale dei più noti agenti tossici, come polveri sottili, metalli pesanti, particolato, diossina ecc…per motivi politici è stata nascosta alla gente la  più grave e globalmente diffusa causa dell’aumento dei tumori: il netto superamento dei  livelli tollerabili di radioattività atmosferica ambientale. Questo è causato dall’indiscriminato e diffuso uso bellico di grandi quantitativi di uranio impoverito in Serbia, nel Kosovo, in Medio Oriente, soprattutto in Iraq, Afganistan, Somalia, e nei poligoni militari di tutti i paesi. Le radiazioni ionizzanti, mutagene, da elementi radioattivi, rappresentano sicuramente uno dei massimi rischi di sviluppo di malattie neoplastiche e degenerative, causando anche malformazioni e gravi danni all’equilibrio biologico e alle funzioni vitali. Ritengo pertanto utile informarvi sulle ripercussioni in ambito sanitario dei più  recenti eventi bellici che hanno contribuito a innalzare la radioattività atmosferica globale.

Cordialmente

Baghdad:

dal sito dell'AIPRI (Associazione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti) un documento che chiarisce gli effetti dei cosiddetti "bombardamenti chirurgici" sull'intera popolazione terrestre.

http://www.metododibella.org/files/2016/11/pages/bagdad.pdf

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